SQUILLACE – Non è polemica, ma quasi. La chiesa di Squillace lido, anzi il complesso parrocchiale, sta diventando oggetto di discordia tra Chiesa e amministrazione. Mattina di venerdì c’è stato un incontro in municipio, che doveva essere chiarificatore, tra il sindaco Pasquale Muccari, il presidente del consiglio comunale Paolo Mercurio, consiglieri comunali, amministratori locali e il parroco di Squillace Lido, padre Piero Puglisi. Ma le contrapposizioni sembra siano rimaste. Andiamo con ordine. Da qualche giorno il sindaco, anche con un intervento durante un convegno che si è svolto al castello, ha parlato della necessità di concertazione con la Chiesa per via della realizzazione della nuova chiesa parrocchiale nella frazione Lido, il cui progetto prevede un edificio di culto di circa 4800 metri cubi, rispetto ai mille metri cubi di quello attuale. In Comune è stato presentato un progetto in deroga allo strumento urbanistico, in quanto mancherebbero 42 centimetri di distanza dell’immobile dalla strada statale 106 e perché l’altezza del campanile è prevista di circa 80 centimetri in più rispetto al consentito. Sulla questione sarà chiamato a pronunciarsi il consiglio comunale, la cui seduta è prevista per il 25 luglio prossimo. Sulla vicenda sono intervenuti in questi giorni la sezione di Italia Nostra di Catanzaro e il parlamentare del M5s Paolo Parentela, sostanzialmente contrari all’edificazione del nuovo edificio con quella volumetria. Padre Piero ha sostenuto che il progetto ha avuto inizio già tre anni fa ed ora si è alla fase finale, in quanto la Cei ha autorizzato e concesso in forma straordinaria un finanziamento di oltre 2 milioni di euro. Un’occasione importante, ha detto il sacerdote, per riqualificare tutta la zona, ma soprattutto per dare alla comunità una chiesa idonea, sicuri locali parrocchiali e di attività dei ragazzi. Insomma un’occasione da non perdere, perché la Cei, in mancanza dell’utilizzo, potrebbe revocare il finanziamento. Ciò che non andrebbe giù agli amministratori, però, è la volumetria; ed anche il fatto che, come ha sostenuto l’assessore Franco Caccia, il Comune non è stato coinvolto nelle fasi propedeutiche alla redazione del progetto. Nel dibattito sono intervenuti anche i consiglieri Alessandro Aloise, Francesco Rotundo, Giuseppe Vecchio, della maggioranza, Anna Maria Mungo, Giuseppe Facciolo ed Enzo Zofrea, della minoranza. Intanto, sulla vicenda interviene anche il circolo di Squillace di “Fratelli d’Italia”. «Il sindaco – si legge in una nota – preso da improvvisa passione ecoambientale si scaglia pubblicamente contro il progetto, evidentemente per furore ideologico o per ritorsione post-elettorale. Al suo fianco si pronuncia “Italia nostra” attraverso la presidente, ex consigliere regionale, Elena Bova, la quale parla di ecomostri e presumibilmente senza neanche aver visto o verificato il progetto. Addirittura esce dal naturale anonimato il deputato del M5s, tale Parentela, da anni cittadino elettore squillacese e che fino ad ora ha dormito sonni dorati e tranquilli, nel totale disimpegno politico e sociale a favore della comunità. Ci chiediamo, come partito, a chi giovano le sortite pseudo-ambientaliste di costoro, mentre comprendiamo molto bene quelle del sindaco. Il Circolo Fratelli d’Italia Squillace, scevro da rituali vendicativi post-elettorali, scevro da posizioni preconcette, si dichiara favorevole al progetto della nuova chiesa, per i vantaggi religiosi, sociali ed economici che tale opera comporta. In un comune dove tutto è fermo, un minimo di visione per il futuro è indispensabile ed urgente. Siamo stati favorevoli, per analoghe ragioni, al nuovo liceo artistico che sorgerà a Squillace e non vediamo alcuna ragione per non essere favorevoli alla nuova chiesa. Ci auguriamo che il consiglio comunale approvi il progetto nel totale interesse della comunità».


Carmela Commodaro

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