Il 4 dicembre si terrà in tutto il mondo un appuntamento elettorale che coinvolge oltre sei milioni di cittadini italiani, un evento cruciale di cui tuttavia quasi nessuno conosce l’esistenza. Si tratta del rinnovo dei Comites, i Comitati degli Italiani all’Estero, organi consultivi ideati per rappresentare i connazionali nei rapporti con le rappresentanze diplomatiche e per facilitare la loro integrazione nelle realtà locali. Nelle precedenti consultazioni del 2021, su circa 5,6 milioni di iscritti all’Aire soltanto 136mila cittadini hanno espresso il proprio voto, registrando un’affluenza inferiore al 3 per cento. Le previsioni per il 2026 non mostrano particolari inversioni di tendenza, a fronte di un corpo elettorale cresciuto fino a 6,6 milioni di persone. Questa disaffezione affonda le sue radici in un distacco fisiologico, ma soprattutto in gravi criticità di natura strutturale. Da un lato la scarsissima notorietà degli stessi Comites, dall’altro la complessità dell’iter elettorale. Si tratta infatti dell’unica consultazione italiana in cui è prevista la registrazione preventiva degli elettori, fissata per il 4 novembre. Il meccanismo di voto per corrispondenza presenta difficoltà logistiche legate alla ricezione e al rinvio dei plichi, mentre chi intende candidarsi deve raccogliere più di 200 firme in un solo mese, operando quasi esclusivamente presso gli uffici consolari con orari difficilmente compatibili con un’attività lavorativa a tempo pieno, per un incarico del tutto privo di retribuzione. A ciò si aggiunge una quasi totale assenza di copertura mediatica su questi organi di rappresentanza. L’operato dei Comites assume forme molto diverse a seconda del contesto territoriale. Se in molte sedi l’attività prevalente consiste nella promozione di iniziative culturali, in diversi contesti questi comitati costituiscono un presidio indispensabile offrendo assistenza burocratica diretta, ad esempio per il rinnovo dei documenti o il disbrigo delle pratiche pensionistiche. In questo quadro si inseriscono le testimonianze dirette dei candidati impegnati a sensibilizzare la comunità. A Zurigo, Maria Esposito, originaria di Amaroni e candidata al numero 9 della Lista n. 2 “Insieme per il Comites di Zurigo”, si rivolge ai propri connazionali ponendo l’accento sul valore della partecipazione politica e sull’importanza di un’azione comunitaria coesa. Esposito sollecita la cittadinanza a presentare entro i termini previsti la richiesta di iscrizione all’elenco elettorale presso il Consolato Generale d’Italia a Zurigo, ricordando che il Comites rappresenta lo strumento primario per tutelare i diritti e fare sentire la voce dei lavoratori, delle famiglie, dei giovani e dei pensionati che vivono in Svizzera. Spiegando le ragioni della propria candidatura nella Lista n. 2, l’esponente sottolinea come l’impegno all’interno dell’organismo non vada inteso come un traguardo individuale, bensì come un servizio concreto volto ad ascoltare la comunità e a risolvere le problematiche quotidiane degli italiani all’estero.
Carmela Commodaro

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