Il rock indipendente calabrese, le sue radici, le evoluzioni sonore e le nuove prospettive creative sono stati i protagonisti della serata del 30 ottobre scorso al Museo del Rock di Catanzaro, che ha ospitato il secondo appuntamento dedicato alla presentazione di Interviste SottoTraccia, il libro di Davide Mercurio dedicato al panorama musicale rock indipendente della Calabria. Un incontro intenso e partecipato, nel quale racconti, musica, passioni e riflessioni si sono intrecciati, dando vita a un viaggio attraverso le molteplici sfaccettature del mondo rock. A guidare la conversazione è stato Piergiorgio Caruso, direttore del Museo del Rock di Catanzaro, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta dei contenuti del volume, delle esperienze raccontate e delle suggestioni che attraversano un universo musicale in costante trasformazione. Il dialogo ha spaziato dal rock del passato, dalle sue radici e dalla sua eredità, alle sonorità del rock alternativo, fino ad approdare alle atmosfere più ricercate, eteree e sognanti del dream pop e dello shoegaze, generi particolarmente vicini alla sensibilità musicale dell’autore. Una passione dichiarata anche attraverso un dettaglio che non è passato inosservato: la t-shirt degli Slowdive indossata da Davide Mercurio, omaggio a una delle band più rappresentative della scena shoegaze internazionale. Un percorso tra generi, sottogeneri e differenti linguaggi sonori, accomunati da un filo conduttore: la capacità del rock di reinventarsi, attraversare epoche e continuare a parlare a sensibilità diverse, mantenendo intatta la propria forza espressiva. Nel corso dell’incontro è emersa anche un’altra dimensione artistica di Davide Mercurio, quella legata al disegno e all’illustrazione. Riconoscendone la creatività, Piergiorgio Caruso lo ha incoraggiato a valorizzare questa inclinazione attraverso nuove iniziative. L’autore ha così condiviso un progetto che coltiva da tempo e che guarda soprattutto alle nuove generazioni: la realizzazione di illustrazioni pensate per stimolare la curiosità dei più giovani e avvicinarli al mondo del rock alternativo. Un’idea che punta a mettere in dialogo immagini e musica, trasformando il linguaggio visivo in uno strumento di scoperta e divulgazione. Un modo originale per trasmettere una cultura musicale che, troppo spesso, rischia di rimanere confinata tra gli appassionati, ma che conserva un patrimonio di storie, suggestioni e sonorità meritevole di essere conosciuto anche dalle nuove generazioni. Concluso il momento di confronto, la serata ha lasciato spazio alla musica dal vivo, con una parentesi acustica affidata a Salvatore Cuffaro dei Mantra3. Armato della sua chitarra, il musicista ha accompagnato i presenti con un’esibizione in sintonia con l’atmosfera raccolta e conviviale dell’incontro. A regalare un’emozione in più è stata l’inaspettata apparizione di Gray, che insieme a Salvatore Cuffaro ha interpretato Hallelujah, il celebre brano di Leonard Cohen. Un momento spontaneo e suggestivo, capace di sorprendere il pubblico e aggiungere un finale particolarmente intenso a una serata già ricca di contenuti e partecipazione. L’appuntamento al Museo del Rock si è così trasformato in molto più di una semplice presentazione editoriale: un’occasione di condivisione e confronto, nella quale la musica è diventata il punto di partenza per raccontare esperienze, esplorare nuove forme espressive e immaginare percorsi capaci di coinvolgere anche chi si avvicina per la prima volta a questo mondo.
Dal rock delle origini alle contaminazioni alternative, fino alle atmosfere dello shoegaze e del dream pop, Interviste SottoTraccia ha offerto lo spunto per riflettere su una scena musicale indipendente che continua a esprimersi attraverso storie, identità e percorsi artistici spesso lontani dai circuiti più convenzionali. Perché il rock non è soltanto musica, ma è memoria, ricerca, libertà espressiva e capacità di rinnovarsi. Ma, soprattutto, è una passione che continua a unire generazioni, linguaggi e sensibilità differenti. Ed è proprio questa energia, fatta di incontri e condivisione, ad aver animato la serata catanzarese.
Carmela Commodaro

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