Dopo il primo incontro tra Giovanni Sgrò e il presidente della Pro Loco di Soverato, Domenico Micò, arrivano nuovi riscontri positivi dal territorio. Prevista una riunione congiunta per mettere in rete Soverato, Petrizzi, Gasperina e Davoli e trasformare l’iniziativa promossa da Naturium in un progetto concreto di turismo esperienziale

Il progetto “Adotta un ulivo” compie nuovi passi verso la costruzione di una rete territoriale. Dopo il primo incontro dei giorni scorsi tra Giovanni Sgrò, promotore dell’iniziativa nell’ambito delle attività di Naturium, e Domenico Micò, presidente della Pro Loco di Soverato, arrivano ulteriori riscontri positivi dalle associazioni del comprensorio. Le Pro Loco di Gasperina e Davoli hanno infatti comunicato la propria disponibilità a proseguire il percorso di collaborazione. È lo stesso Sgrò ad annunciare gli ultimi sviluppi, dopo una serie di contatti finalizzati a coinvolgere le realtà associative locali. «Pro Loco Gasperina, ok, e Pro Loco Davoli, ok», riferisce, anticipando anche un incontro a Soverato con i rappresentanti delle quattro associazioni interessate. Una novità che si inserisce nel percorso già avviato e raccontato nei giorni scorsi, quando era emerso il primo significativo interessamento della Pro Loco di Soverato e l’avvio delle interlocuzioni con Petrizzi, Gasperina e Davoli. In quell’occasione, Micò aveva accolto con entusiasmo la proposta di Sgrò, riconoscendone le potenzialità per la promozione del patrimonio agricolo e turistico locale. Da Gasperina era arrivata una prima apertura, da sottoporre anche al direttivo dell’associazione. Adesso il quadro si arricchisce di nuove disponibilità, con l’obiettivo di arrivare a un confronto congiunto e definire le basi di una collaborazione stabile. Dalle prime adesioni a un progetto condiviso. È questo il passaggio decisivo che i promotori intendono affrontare. L’iniziativa, infatti, non si limita alla semplice adozione simbolica di una pianta di ulivo, ma punta a costruire un’offerta di turismo esperienziale legata alla raccolta delle olive, alla produzione dell’olio extravergine e alla scoperta delle tradizioni agricole del territorio. L’idea è quella di coinvolgere visitatori e cittadini in attività direttamente organizzate negli uliveti e nei frantoi, affiancandole a soggiorni nelle strutture ricettive, percorsi enogastronomici ed escursioni nei borghi del comprensorio. Una proposta che potrebbe contribuire a destagionalizzare i flussi turistici tra settembre e dicembre, offrendo nuove occasioni di lavoro e visibilità alle aziende agricole, agli agriturismi, ai ristoranti e agli operatori dell’ospitalità. Il coinvolgimento di più Pro Loco rappresenterebbe, in questo senso, un elemento strategico. Soverato potrebbe costituire uno dei principali punti di riferimento per l’accoglienza, mentre i centri vicini contribuirebbero a costruire un itinerario più ampio, valorizzando le rispettive risorse paesaggistiche, agricole e culturali. Non è un caso che l’idea abbia già suscitato interesse anche tra i cittadini. Come raccontato nel precedente articolo, tra i primi a manifestare entusiasmo c’è stato il professor Mario Stumpo, insegnante in pensione, che insieme alla moglie ha incontrato Sgrò presso Naturium, individuando nell’adozione di un ulivo un’opportunità per riscoprire il rapporto con la campagna, mantenersi attivi e condividere esperienze. Da quella testimonianza è emersa un’ulteriore prospettiva: quella sociale, con la possibilità di coinvolgere pensionati e famiglie in attività capaci di favorire relazioni, partecipazione e trasmissione delle tradizioni. Il prossimo passaggio sarà organizzativo. L’incontro congiunto prospettato da Sgrò potrebbe permettere alle quattro Pro Loco di confrontarsi sulle modalità di collaborazione e sulla predisposizione di un documento d’intesa, già annunciato nei giorni scorsi. Resterebbero poi da individuare gli agricoltori disponibili, gli uliveti da coinvolgere, i frantoi interessati e le modalità concrete di partecipazione. Elementi indispensabili per trasformare le prime manifestazioni di interesse in un’offerta strutturata e sostenibile. Il progetto, del resto, nasce da un’esperienza reale. Circa quindici anni fa Sgrò aveva già organizzato una giornata di raccolta delle olive coinvolgendo quindici frequentatori della Asd New Flex Gym di Soverato, con un successivo pranzo in agriturismo e la visita al frantoio Migliarese, dove i partecipanti avevano assistito alla molitura ricevendo parte dell’olio prodotto. Quella che allora rimase un’iniziativa isolata potrebbe oggi diventare il punto di partenza di un modello territoriale più ambizioso. I nuovi riscontri delle Pro Loco di Gasperina e Davoli, insieme al confronto già aperto con Soverato e Petrizzi, rappresentano dunque un segnale incoraggiante, pur in una fase in cui non risultano ancora formalizzati accordi operativi. La sfida è passare dall’entusiasmo alla programmazione, costruendo una collaborazione che coinvolga associazioni, produttori agricoli, operatori economici e cittadini. Per il Soveratese sarebbe un’opportunità per ampliare la propria identità turistica oltre il mare e la stagione estiva. Perché il territorio può raccontarsi anche attraverso le sue colline, i suoi uliveti, i suoi frantoi e un patrimonio di conoscenze che merita di diventare esperienza condivisa. E questa volta, grazie ai primi passi compiuti dalle associazioni locali, l’idea di Giovanni Sgrò sembra avvicinarsi alla possibilità di una realizzazione concreta.