Il professore Lorenzo Satanassi, che guida anche l’Archeoclub di Amaroni, da studente di archeologia all’Università degli studi di Bologna rende noto che di avere informato la sua docente di corso sulla necessità di avviare delle ricerche archeologiche sul territorio di Amaroni. La docente ha fatto sapere che le tempistiche sono molto lunghe e occorrerebbe avere contatti diretti con gli enti interessati, in quanto non si possono improvvisare operazioni di questo tipo che andrebbero poi integrate da indagini geofisiche. Anche la strumentazione deve essere congrua: necessita una “total station” per effettuare i rilievi del caso. La docente ha comunque chiesto a Satanassi di inviare tutto il materiale su Amaroni, comprese le fotografie dei reperti archeologici custoditi nel comune di Amaroni, in quanto a breve si terrà una riunione di sezione per valutare i progetti in corso; e sarà proposto, in vista di una richiesta ufficiale e sulle opportunità delle condivisioni dei colleghi che si occupano di geofisica e di strumentazioni digitali per il survey archeologico. Il materiale inviato da Satanassi alla docente sembra eterogeneo: si tratta di coppi e tegole di età romana, ceramica comune che può essere o preistorica o altomedievale, ceramica invetriata medievale. Il tutto sarà ulteriormente approfondito ed una volta esaminato dalla sezione competente dell’Università si procederà con la richiesta delle autorizzazioni alla Soprintendenza competente per le ricerche archeologiche sul territorio di Amaroni con finalità di scavo. Satanassi assicura che il Comune e l’associazione Archeoclub d’Italia sede di Amaroni “Valle dell’Alessi-Majurizzuni” daranno la loro collaborazione e che i soci dell’Archeoclub sono tutti regolarmente assicurati, come prevede la normativa attuale. Intanto, altro materiale su Amaroni è stato inviato all’Università, che sarà studiato dalla docente e sarà esaminato dalla sezione universitaria competente. «Si attende ora la risposta ufficiale dell’Università degli studi di Bologna – rileva Satanassi – ed una volta ottenuto il parere saranno avviate le procedure richieste per la concessione da parte della Soprintendenza del nulla osta per le ricerche archeologiche con finalità di scavo».

Carmela Commodaro

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