LAMEZIA TERME, – “E’ un peccato che sull’omicidio di un uomo di punta della Polizia, come viene sempre ricordato dai vertici dello Stato, e di mia madre, si sia innescata una vicenda giudiziaria così contorta e difficile”. Lo ha detto all’ANSA Walter Aversa, uno dei tre figli dell’ispettore della Polizia di Stato Salvatore Aversa, e della moglie, Lucia Precenzano, di cui ricorre oggi il trentennale dell’assassinio, avvenuto a Lamezia Terme. “Un servitore delle istituzioni – ha aggiunto Walter Aversa – avrebbe meritato una risposta più chiara e immediata da parte degli apparati della sicurezza dello Stato. Cionondimeno, noi familiari accettiamo con serenità l’epilogo giudiziario cui, in maniera sia pure tardiva, si è giunti”. Per l’assassinio di Aversa e della moglie é stato condannato definitivamente a 30 anni di reclusione nel 2010 Francesco Giampà, ritenuto un boss della ‘ndrangheta, e, rispettivamente, a 10 e 8 anni i collaboratori di giustizia Stefano Speciale e Giuseppe Chirico, pugliesi, già esponenti della Sacra corona unita, autoaccusatisi dell’esecuzione materiale del duplice omicidio.  Stamattina, su iniziativa della Questura di Catanzaro, l’omicidio dell’ispettore Aversa e della moglie è stato ricordato con una messa svoltasi nel Duomo di Lamezia Terme e la deposizione di una corona di fiori alla base della lapide collocata nel punto in cui avvenne il duplice assassinio. Erano presenti i figli dei coniugi Aversa, Paolo e Giulia, insieme a Walter; il Procuratore della Repubblica di Lamezia, Salvatore Curcio; il sindaco, Paolo Mascaro, ed il vicario della Questura di Catanzaro, Renato Panvino. (ANSA).

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