Terza serata di “Settembre al Parco”. La pioggia non ferma la Notte delle Cover

CATANZARO –  Arriva anche la pioggia a “Settembre al Parco 2018” senza fermare l’entusiasmo dei catanzaresi che, anche per la “Notte delle Cover”, erano arrivati numerosi. La terza serata della kermesse organizzata dall’Amministrazione provinciale guidata dal presidente Enzo Bruno – che si avvale sostegno economico della Regione con i fondi destinati ad interventi per la valorizzazione del sistema dei beni culturali e per la qualificazione e il rafforzamento dell’attuale offerta culturale annualità 2018 – ha visto protagoniste le band locali impegnate con passione a portare avanti la musica di gruppi storici come i Nomadi, i Dik Dik, i Camaleonti, giusto per citare qualche esempio. Intanto, questa sera, alle 21.30 si attende Eugenio Finardi con la tappa del tour “Finardemente”, mentre domani sarà la volta dell’evento clou: Noemi in concerto (ricordiamo che gli spettacoli, a cura della Esse Emme Musica del promoter Maurizio Senese sono ad ingresso libero e gratuiti).
Sul palco che si affaccia sulla grande spianata del Parco della Biodiversità, introdotti dalla giornalista Rossella Galati, la “Nomadi Tribute band” e “Impressioni di settembre” erano pronti a far cantare il vasto pubblico.
Gerri Gallucci, Leonardo Muccari, Giuseppe Andricciola, Domenico Cavallo e Gianluca Montalcino sono riusciti a portare le note dei Nomadi, coinvolgendo gli appassionati del compianto Augusto con canzoni indimenticabili , da “Cielo grande cielo blu” a “Io vagabondo”, che in tanti sono rimasti a cantare sotto la pioggia
Non altrettanto è stato possibile per Piero Dardano e la sua band che si sono potuti affacciare sul palco solo per un saluto, assicurandosi la dolce consolazione di Rossella Galati, per via delle pessime condizioni atmosferiche che rendevano complicata e poco sicura l’esibizione.
IN BOCCA AL LUPO AL PUGILE ANTONIO GUALTIERI La serata, come da consuetudine, era stata introdotta dal Enzo Colacino, particolarmente in forma, visto anche come ha “duettato” con il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, chiamato a salutare il pubblico e a fare l’in bocca al luco ad un atleta catanzarese che si prepara – il 22 settembre – ad affrontare una prova di grande rilievo internazionale, portando i colori giallorossi e il tricolore fino a Malta. Si tratta di Antonio Gualtieri, allenato dal maestro Nicola Brutto, unico pugile professionista catanzarese, già campione italiano waka pro di Low Kick e full contact.
Un altro talento calabrese, nella serata dedicata agli artisti locali che “tra mille difficoltà, prima di tutto economiche, fanno di tutto per dare spazio con grande passione alle nostre realtà culturali, musicali, sportive che non hanno nulla da invidiare al resto d’Italia – ha affermato il presidente Bruno -. Settembre al parco è un appuntamento di grande rilievo regionale, capace di destare grande attenzione che non solo valorizza una delle strutture più belle del Paese, che ribadisco tocca a noi custodire come se fosse casa nostra, e nello stesso tempo fornisce una occasione unica per far conoscere i tanti talenti che nei vari settori esistono e devono emergere con nostro grande orgoglio. Ora prepariamoci ad accogliere quanti arriveranno anche da fuori Calabria per assistere al concerto di Noemi con l’orgoglio e la consapevolezza di essere il Capoluogo di regione, un riferimento culturale e quelli che devono rappresentare la Calabria, in maniera seria e civile”.
Con Colacino, ieri sera, la cantastorie Francesca Prestia. Il secondo appuntamento delle Cartoline, infatti, è dedicato alla musica. Anche Catanzaro ha le sue colonne sonore. Trattano di vicende di briganti, di storie popolari, di streghe ma anche di donne eroiche e del loro sacrificio, come nel caso di Giuditta Levato. Accompagnato dalla Cantastorie Francesca Prestia, Enzo Colacino si è mosso tra letture, stornelli, ballate raccontando la storia dei vinti e soprattutto delle donne ignorate e considerate soggetti passivi dalla storia. La Prestia, apprezzata artista considerata l’erede di Otello Profazio, ha regalato al pubblico anche la sua ultima fatica: una toccante ballata dedicata a Riace.
SEZIONE CITTA’ NELLE CITTA’. La seta e la storia di una città antica, le cui tracce, spesso invisibili sono nascoste sotto i nostri piedi, ma anche intorno a noi e nelle peculiarità del nostro presente, eco di una grande civiltà dai tratti eterogenei. La seta è stata la protagonista di una serata, introdotta dallo storico Mario Saccà e ricca di sorprese, partita dalla relazione di Angela Rubino, presidente di CulturAttiva ed Autrice del volume “La Seta a Catanzaro e Lione”, che ha descritto gli antichi fasti di un’attività che a Catanzaro raggiunse punte di eccellenza, fino a renderla rinomata non solo in Italia, ma anche in tutto il continente europeo. L’eco della straordinaria abilità dei maestri setaioli catanzaresi giunse anche in Francia, dove vennero chiamati per insegnare la loro arte ai colleghi d’oltralpe. L’archeologo Francesco Cristiano, ha dipinto il quadro di una città il cui volto più antico è nascosto dall’urbanizzazione moderna: un meraviglioso viaggio alla scoperta di un mondo nascosto, dalla Catanzaro sotterranea, evidenziata anche dal lavoro di Giuseppe Rachetta, alle tombe rinvenute nel 1998 sotto la chiesa di San Giovanni; dai resti di un convento duecentesco nascosti sotto Piazza Prefettura, alle antiche porte della città. Un ricco patrimonio ancora da studiare e da analizzare che ci parla di una città che ha una grande storia da raccontare. Dopo la conferenza, la suggestiva dimostrazione della trattura della seta, il processo di estrazione del prezioso filato, a cura della Cooperativa Nido di Seta, curatrice anche di una bellissima mostra allestita nel Parco delle Giovani Idee e fruibile fino al 21 settembre. Presente anche lo stand del Collettivo Rainbow, che ha realizzato dei gadget a tema insieme ai visitatori e sarà presente all’interno del Parco anche lunedì 17 settembre. La serata è stata suggellata dal fascino delle modelle che hanno sfilato indossando gli abiti realizzati dalla stilista Monia Mazzei, realizzati su ispirazione delle opere dell’artista Rosa Spina, pioniera della fiber art e conosciuta a livello internazionale. L’originale e suggestivo defilé, tra arte ed etnia, è stato curato dall’associazione Progetto Caraffa, con la direzione artistica della professoressa Cettina Mazzei, profonda conoscitrice del costume arberëshë.

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