
Restituire centralità ai territori, riscoprire il legame tra uomo e natura e immaginare nuove prospettive per i piccoli borghi calabresi. È stato questo l’argomento al centro di “Tra Terra e Forma. Mutazioni Lente”, l’iniziativa che ha animato Badolato, coinvolgendo l’orto d’arte RespiraTerra e il centro storico del borgo jonico nell’ambito della terza edizione della Biennale dello Stretto. Curato dall’architetto Pasquale Piroso, fondatore di RespiraTerra, il progetto ha ricevuto il patrocinio della Regione Calabria, attraverso il brand istituzionale “Calabria Straordinaria”, e ha visto la partecipazione del mondo professionale, culturale e istituzionale, con il coinvolgimento del Consiglio nazionale degli architetti e degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri. L’iniziativa, strutturata in due giornate, ha rappresentato un’importante occasione di confronto sul futuro delle aree interne e come trasformare il patrimonio storico, architettonico e paesaggistico in opportunità di sviluppo, senza disperdere l’identità dei luoghi. La prima giornata, ospitata negli spazi di RespiraTerra, ha trasformato il paesaggio agricolo in un luogo di ricerca artistica, incontro e condivisione. Gli artisti hanno guidato i visitatori alla scoperta delle proprie opere, illustrando il significato degli interventi e il rapporto con il contesto che li accoglie, facendo della terra uno spazio capace di custodire storie e tradizioni, ma anche di generare nuove forme di espressione. La seconda giornata si è spostata nel centro storico, dove il confronto si è concentrato sulle trasformazioni urbanistiche, sociali ed economiche dei borghi. Particolare rilievo ha assunto il ricordo dei quarant’anni trascorsi dal celebre slogan “Badolato, paese in vendita”, lo slogan che negli anni Ottanta portò all’attenzione il problema dello spopolamento e dell’abbandono del borgo. Da quella storia è partita una riflessione sulle possibilità di costruire un nuovo modello di sviluppo per le aree interne, dove oltre al recupero degli edifici, occorre restituire vitalità alle comunità, rafforzare i servizi, creare opportunità di lavoro e favorire nuove forme dell’abitare. Nel corso degli incontri e della passeggiata nel borgo, tra atelier, abitazioni recuperate e spazi riqualificati, è emersa l’importanza di considerare il territorio come un sistema unitario, nel quale centro storico, marina, campagne, infrastrutture e attività produttive siano messi in relazione. L’iniziativa, alla quale hanno preso parte professionisti e rappresentanti del mondo culturale e istituzionale, ha richiamato l’attenzione sul futuro dei borghi che richiede collaborazione tra amministrazioni, progettisti, università, imprese e cittadini. Un confronto su agricoltura, turismo sostenibile, cultura e nuove opportunità professionali, dove le mutazioni lente indicano un cambiamento consapevole, capace di rispettare le caratteristiche dei borghi che, non devono essere soltanto conservati, ma tornare a essere luoghi da vivere, abitare e trasformare. È intervenuto nel corso delle due giornate anche Roberto Cosentino, direttore generale del Dipartimento Turismo, Cultura e Identità Territoriale della Regione Calabria.il quale si è soffermato sulla Biennale dello Stretto che rappresenta un’importante occasione di confronto sul futuro dei territori e dei borghi con particolare attenzione a rafforzare l’attrattività delle aree interne e a generare nuove opportunità di crescita sostenibile per i territori.
Rosanna Paravati