





Negli ultimi giorni, a Palermiti si discute molto della situazione dell’acqua e di quello che qualcuno ha definito quasi un miracolo. Per la prima volta dopo anni, l’erogazione idrica non è mai stata interrotta, nemmeno nei mesi più caldi. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Roberto Giorla, interviene per chiarire che non si è trattato di un evento straordinario, ma del risultato di un lavoro complesso, silenzioso e necessario. Negli anni precedenti, l’acqua veniva chiusa fino a metà gennaio, nel pieno dell’inverno e della stagione delle piogge. Una situazione che i cittadini conoscono bene e che ha segnato per lungo tempo la quotidianità del paese. Quest’anno, invece, nonostante quella che è stata definita l’estate più calda degli ultimi 60 anni, Palermiti non ha subito alcuna interruzione. Nessuna ordinanza di limitazione, nessun divieto, nessuna chiusura. Un risultato che ha stupito molti, ma che l’amministrazione invita a leggere nella sua realtà. Per la prima volta, il Comune ha deciso di mostrare pubblicamente le condizioni in cui erano state trovate le sorgenti. I video pubblicati raccontano una situazione che non ha nulla a che vedere con la siccità. Riguardo alla prima sorgente, la vasca di raccolta era completamente vuota. L’acqua non veniva convogliata: fuoriusciva all’esterno e si disperdeva. La sorgente era ostruita, soffocata dalla vegetazione e dall’incuria. L’acqua c’era, ma non veniva raccolta. Relativamente alla seconda sorgente, la condotta era invasa dalle radici, al punto da impedire all’acqua di raggiungere il serbatoio di distribuzione. Ancora una volta, l’acqua esisteva, ma non arrivava dove avrebbe dovuto. Le foto diffuse dal Comune mostrano un quadro ancora più chiaro. Per raggiungere le sorgenti è stato necessario utilizzare un escavatore da 90 quintali. Non un mezzo da manutenzione ordinaria, ma un intervento straordinario, reso indispensabile dal fatto che le sorgenti erano ormai irraggiungibili. La narrazione del “miracolo” si ferma davanti alle immagini. Da lì in poi, inizia il lavoro, perché occorre conoscere le sorgenti, controllarle, pulirle, manutenerle, intervenire quando serve. Non basta aspettare la pioggia. Serve presenza, competenza, continuità. L’amministrazione afferma che quest’anno non c’è stato un miracolo, ma c’è stata l’acqua che si perdeva e che è stata recuperata. C’è stato un territorio che aveva bisogno di essere raggiunto, liberato, ripristinato. C’è stato un lavoro che ha permesso all’acqua di arrivare dove doveva arrivare. Le immagini e i video non sono stati pubblicati per alimentare polemiche, ma per mostrare ai cittadini la realtà dei fatti. Prima di parlare di miracoli, è necessario raccontare ciò che li rende possibili, il lavoro, spesso invisibile, che permette a un servizio essenziale di funzionare. La differenza, conclude l’amministrazione, sta tra chi si limita a raccontare i risultati e chi, invece, si sporca le mani per ottenerli.
Carmela Commodaro