
Francesco Leone, musicista, produttore e polistrumentista, torna con un progetto che incarna fragilità, rumore, introspezione e una maturità creativa conquistata attraverso anni di ricerca, esperienze condivise e trasformazioni personali. Il nuovo corso di Bipolion segna un’evoluzione profonda nel percorso di Leone, che nella 46.ma Intervista SottoTraccia curata da Davide Mercurio per il collettivo OndaRock ripercorre le radici del suo linguaggio sonoro. Dopo l’esperienza con i Mad Shepherd, vissuta come una “cerchia magica” fatta di prove, studi, chilometri e palchi in tutta Italia, Leone ha intrapreso un cammino solista che non ha mai reciso il legame con i suoi ex compagni di band. Quell’energia condivisa continua infatti a pulsare dentro Bipolion, trasformata in memoria creativa e tensione emotiva. Il processo creativo di Leone è un lavoro artigianale, minuzioso, quasi rituale. La costruzione dei brani parte dalle sezioni ritmiche e dalle componenti elettroniche, per poi espandersi in arrangiamenti chitarristici e linee vocali che ridefiniscono continuamente l’equilibrio del pezzo. Un metodo che riflette la sua natura di polistrumentista solitario, immerso in un flusso creativo totalizzante. Nella musica di Bipolion convivono emotività, psicologia e cinematicità. Brani come Mindless scavano nell’introspezione, mentre World Is Mine affronta temi più sociali e oscuri, trasformando vissuti personali e osservazione umana in una narrazione sonora viscerale. Tra i cambiamenti più profondi degli ultimi anni c’è la paternità, che Leone definisce “l’esperienza più bella” della sua vita. Un evento che ha rallentato i tempi della musica, ma ha aperto nuove prospettive emotive. Nel prossimo album troverà spazio anche un brano dedicato al figlio: una danza tra la grandezza dell’essere padre e il timore di non esserne all’altezza. Un tema perfettamente coerente con la sensibilità fragile, inquieta e autentica di Bipolion. Il cuore pulsante dell’immaginario sonoro di Leone resta l’universo industrial e oscuro dei Nine Inch Nails e di Trent Reznor, affiancato dall’impatto di Tool, Alice in Chains, The Dillinger Escape Plan. Ma il suo orizzonte musicale è molto più ampio: da Chopin a Gershwin, fino alla musica latina, in un intreccio che rende Bipolion un progetto trasversale, colto e istintivo allo stesso tempo. Il ritorno di Bipolion è già in movimento: cinque nuovi brani sono pronti; un nuovo singolo arriverà entro fine anno; nel 2027 uscirà il nuovo album; il brano “Devil & God” è già disponibile sulle piattaforme; riprenderà anche l’attività Live, segnando una rinascita artistica completa. Leone continua così a muoversi in equilibrio tra fragilità e rumore, trasformando inquietudini interiori e vissuti personali in un linguaggio musicale autentico, contemporaneo e profondamente umano. Il ritorno di Bipolion non è solo un nuovo capitolo discografico: è la conferma di un artista che ha scelto di attraversare il caos per trasformarlo in forma, suono e verità. Un ritorno atteso, capace di promettere ancora una volta impatto emotivo e profondità sonora.
Carmela Commodaro