
Si celebra oggi e domani, a Squillace, la solenne festa in onore di sant’Agazio, patrono della città e compatrono dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. Il triduo di preparazione è iniziato lunedì 4 maggio, con il santo Rosario e la santa messa pomeridiana. Oggi, nell’anniversario della dedicazione della basilica cattedrale, vespri solenni e santa messa alle ore 18.30. Domani, festa liturgica di sant’Agazio, con la solenne concelebrazione sarà presieduta dall’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace mons. Claudio Maniago. Avranno luogo anche la tradizionale offerta del cero votivo da parte del sindaco e la benedizione delle reliquie. Si svolgerà anche la processione con la statua di S. Agazio per le vie cittadine. Il programma civile, oltre alla tradizionale fiera, prevede domani sera lo spettacolo musicale con Cecè Barretta, tappa del tour 2026. La festa sarà conclusa da uno spettacolo pirotecnico. Un altro appuntamento che unisce spiritualità, memoria storica e partecipazione civile, confermando il forte legame tra la comunità e il santo patrono è prevista per sabato 9 maggio, a Squillace Lido, su iniziativa della parrocchia di San Nicola Vescovo. Alle ore 18, celebrazione eucaristica presieduta dal parroco padre Piero Puglisi; poi don Davide Marino guiderà una riflessione dal titolo “Sant’Agazio: un cristiano d’altri tempi per i nostri tempi”; seguirà uno spazio culturale con la presentazione del libretto “Sant’Agazio al Lido di Squillace”, curato da Giuseppe Facciolo; quindi, i saluti del sindaco Enzo Zofrea e l’intervento finale di padre Piero Puglisi. Sant’Agazio, che nel rito latino è commemorato l’8 maggio, morì intorno al 304. Era un centurione cappadoce dell’esercito romano di stanza in Tracia, fu accusato dal tribuno Firmo e dal proconsole Bibiano di essere cristiano e, dopo aspre torture e tormenti, fu decapitato a Bisanzio sotto Diocleziano e Massimiano. L’imperatore Costantino il Grande costruì una chiesa-santuario in suo onore alla Karia di Costantinopoli, dove divenne anche patrono. Da almeno tredici secoli è patrono della città e della diocesi di Squillace, ora dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, compatrono con San Vitaliano. Il corpo del Santo martire è custodito e venerato in una monumentale cappella della cattedrale di Squillace, mentre un braccio venne portato dal vescovo di Squillace, Marcello Sirleto, nel 1584, a Guardavalle, suo paese natale, dove è stato anche eletto come patrono. Sue reliquie risultano anche a Cuenca ed Avila in Spagna, provenienti da Squillace. E’ venerato tra i Santi ausiliatori in diverse parti dell’Europa centro-settentrionale. È il protettore delle truppe militari e viene invocato, tra i santi ausiliatori, contro l’emicrania, il mal di denti, la siccità e per la consolazione dalle lunghe agonie. A Squillace si celebrano tuttora due feste solenni: una il 16 gennaio, detta della Traslazione o delle Ossa, che rievoca l’arrivo miracoloso al lido di Squillace delle sante reliquie; e l’altra, appunto, il 7 maggio, giorno del martirio del Santo a Bisanzio tramandato dai menologi bizantini e mantenuto ininterrottamente a Squillace. Le due feste vengono celebrate anche a Guardavalle. Alla figura di Sant’Agazio sono stati dedicati approfonditi studi, libri e interessanti articoli, tra cui quelli dello studioso squillacese Lorenzo Viscido. Nel 2022, dopo 188 anni si è svolta la ricognizione dei reperti ossei attribuiti a Sant’Agazio, su iniziativa dall’arcivescovo Maniago.
Carmela Commodaro