Ci sono storie che non cercano il clamore, ma che nel tempo diventano architetture solide, capaci di cambiare un territorio. La storia di Francesco Sacco appartiene a questa categoria: un percorso fatto di ascolto, studio, divulgazione e cura, che attraversa radio, scrittura, televisione e organizzazione di eventi. Un percorso che trova nel RockOn di Martirano Lombardo una delle sue espressioni più luminose. È l’argomento della nuova Intervista SottoTraccia di Davide Mercurio, del Collettivo OndaRock. Critico musicale e cinematografico, autore, voce radiofonica e mente organizzativa, Sacco porta avanti da anni una visione precisa: la musica non è intrattenimento, ma un linguaggio complesso, una forma d’arte che merita rispetto e contesti adeguati. La sua formazione, nutrita dai grandi classici – non a caso è nato lo stesso giorno di Bob Dylan – non è mai diventata nostalgia, ma strumento critico per leggere il presente. Dalla british invasion al blues elettrico, dal kraut rock al post‑punk, Sacco interpreta la musica popolare come un mosaico postmoderno, fatto di rimandi e stratificazioni. Una consapevolezza che oggi porta anche nelle scuole, con laboratori dedicati alla storia della pop‑music. Il RockOn nasce più di vent’anni fa dall’intuizione di Vittorio Lanzo e di un gruppo di appassionati che, in un territorio privo di tradizione rock, decidono di creare un luogo di incontro e scoperta. La scelta è radicale: concerti gratuiti, accessibili a tutti, soprattutto ai giovani. Una scelta controcorrente, sostenuta da sponsor, partner e forze interne, senza fondi pubblici strutturali. Quella che sembrava una follia si è trasformata in un presidio culturale. Sul palco di Martirano Lombardo sono passati artisti che altrove riempiono arene: Steve Lukather, Steve Vai, Robben Ford, Paul Gilbert, Carl Palmer, Vinny Appice, Kiko Loureiro. Nomi che hanno scritto capitoli fondamentali della storia del rock mondiale, accolti in un contesto raccolto, autentico, dove il rapporto tra pubblico e artista torna umano, diretto, essenziale. Nel racconto di Sacco a Davide Mercurio, la radio emerge come il mezzo più vicino alla sua sensibilità. Un luogo quasi magico, dove tutto passa attraverso suono e parola, senza distrazioni visive. È qui che la sua divulgazione trova la forma più pura: mai urlata, sempre misurata, appassionata, profonda. Una voce che accompagna, non che sovrasta. Accanto al festival, Sacco porta avanti altri progetti come Summer Madness e il più recente Sound & Vision, rassegna dedicata alla musica originale. In una regione dove emergere fuori dal circuito delle cover è spesso un atto di resistenza, creare spazi per chi scrive, rischia e porta sul palco qualcosa di proprio diventa una missione culturale. Dare visibilità a chi crea significa alimentare un ecosistema fragile ma vitale. Il RockOn dimostra che la musica può ancora essere un motore di incontro, crescita e partecipazione. Non un evento calato dall’alto, ma un processo costruito nel tempo, sostenuto da una comunità che ha imparato a riconoscersi in quei palchi accesi ogni estate. Tra microfoni, pagine scritte e palchi da montare, l’esperienza di Francesco Sacco racconta il valore di chi lavora sotto traccia, con cura e visione, per tenere vivo il dialogo tra artisti, territorio e pubblico. Finché ci sarà qualcuno disposto a credere nel valore del suonare insieme, certi luoghi continueranno a esistere ed a resistere. Viva la musica. Viva il rock.
Carmela Commodaro

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