Il 2025 si è rivelato un anno straordinario per l’Archeoclub di Amaroni, segnato da risultati di grande rilievo e da un rinnovato slancio verso la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio. L’associazione, guidata dal professore Lorenzo Satanassi, ha portato avanti iniziative di grande impatto, ottenendo riconoscimenti ufficiali e avviando nuovi progetti destinati a lasciare un segno duraturo nella comunità. Tra i successi più significativi spicca la concessione del vincolo archeologico per il sito di contrada Batia, un risultato ottenuto grazie alla segnalazione dell’Archeoclub nel 2024 e alle successive indagini storico-archeologiche condotte dalla Sovrintendenza. Questo importante riconoscimento ha permesso all’associazione di avviare l’iter per ottenere un finanziamento di 45 mila euro destinato al progetto scientifico “Riscoprire Batia”. Il 2025 ha visto anche la firma di una convenzione decennale tra il presidente Satanassi e don Roberto Corapi, parroco di Amaroni per la gestione della biblioteca parrocchiale, che sarà inaugurata al termine dei restauri della chiesa. L’associazione ha partecipato a importanti iniziative culturali, tra cui “La Primavera dei Borghi” e “Chiese Aperte”, contribuendo alla promozione del territorio. Grande attenzione è stata dedicata anche al coinvolgimento delle nuove generazioni. Per l’anno scolastico 2025-2026 è stato presentato un progetto di attività archeologiche rivolto ai bambini delle scuole primarie dell’Istituto Comprensivo di Squillace. Guardando al futuro, l’associazione ha già delineato un ricco programma per il 2026. Tra le iniziative previste un convegno sulle tradizioni pasquali; attività estive per bambini e ragazzi, tra cui una simulazione di scavo archeologico; la valutazione e la futura pulizia della grotta-rifugio scavata da Gregorio Sorrentino durante la Seconda guerra mondiale, utilizzata dagli abitanti durante i bombardamenti; il sito, oggi invaso da rovi, è stato segnalato con apposite tabelle e sarà oggetto di interventi di manutenzione. Un altro fronte di ricerca riguarda la miniera di quarzo, attiva fino agli anni 70. L’Archeoclub ha recuperato la documentazione storica e individuato l’area della miniera. Verrà per questo organizzata una squadra di volontari per documentare fotograficamente il sito e saranno coinvolti geologi per valutarne lo stato e la possibilità di istituire un percorso guidato. «Il 2025 – afferma Satanassi – è senz’altro un anno da ricordare e che si chiude in maniera positiva. Ora guardiamo al 2026 con entusiasmo, pronti a trasformare nuove idee in realtà e a rafforzare il legame tra storia, territorio e comunità».
Carmela Commodaro

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