
È stato presentato sabato scorso, nella sala consiliare del municipio di Squillace, il libro di Ferdinando Polito “Una storia sbilenca. Il mio viaggio con la miastenia tra sfide, resilienza e lezioni di vita”. Polito, originario di Squillace, ha scelto di trasformare il suo percorso personale di convivenza con una malattia rara in una narrazione limpida, coinvolgente e accessibile a tutti. Il volume affronta il tema della miastenia gravis, una patologia rara, cronica e autoimmune che accompagna l’autore sin dalla nascita. Sala gremita di gente, curiosa di ascoltare direttamente dalla voce del protagonista la sua vicenda umana. Il sindaco di Squillace Enzo Zofrea, nei suoi saluti ha evidenziato l’impegno del Comune verso queste iniziative. «Divulgare e far conoscere patologie rare e croniche – ha affermato – è assolutamente necessario, per far aprire gli occhi e mantenere una finestra aperta su come queste patologie possano plasmare e modellare la vita di una persona». Poi si è parlato della malattia che ha colpito Ferdinando in maniera semplice e divertente, proprio con le stesse modalità in cui è stato scritto il libro. Il dibattito è stato moderato dalla giornalista Carmela Commodaro. Polito ha fatto riferimento a diversi aspetti aspetti della sua storia vissuta da piccolo, facendo una narrazione chiara della miastenia dal punto di vista del paziente. Non un manuale medico, non un elenco di sintomi, ma la vita vera, lungo tutte le fasi della crescita: l’infanzia fatta di domande ingenue e immagini fantastiche; l’adolescenza segnata da bullismo, diagnosi tardive e prime consapevolezze; l’età adulta, in cui la miastenia diventa una seconda ombra con cui convivere, non un nemico da combattere. Il progetto grafico è di Vincenzo Panaia e dà al libro un’identità visiva potente. Lo stesso Panaia è intervenuto per spiegare il suo lavoro, a partire dai colori e dalla copertina, con l’ombra incombente che rappresenta la miastenia e che è un colpo d’occhio che racconta già tutto. La prefazione è firmata dal dottor Roberto Micheli, il neuropsichiatra che diagnosticò la malattia a Ferdinando nel 1995 e che ne ha seguito il percorso terapeutico per trent’anni. All’incontro squillacese è intervenuto il direttore di Neurologia dell’azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco di Catanzaro, Domenico Bosco, che segue attualmente Ferdinando nel suo percorso sanitario. Il professor Bosco ha aiutato il pubblico a comprendere meglio la storia complessa, a tratti sbilenca, di Ferdinando che ruota attorno alla malattia rara e insidiosa. La presenza del primario non è stato solo un contributo scientifico, ma un invito a guardare alla sanità con uno sguardo più equilibrato, capace di riconoscere anche le eccellenze e le persone che fanno davvero la differenza. Nel dibattito è intervenuto anche quello che è stato il medico curante di Polito, il dottor Pasquale Muccari. Durante la presentazione, Marta Gagliardi, amica di Ferdinando, ha letto diversi passi del libro. Al termine, presente anche il presidente del Consiglio comunale Claudio Panaia, da parte dell’autore la consegna di manufatti ceramici della tradizione artistica squillacese per gli ospiti e di bouquet di fiori per le donne.
Carmela Commodaro