Valorizzare il passato per costruire nuove opportunità di sviluppo. È questa la filosofia che sta alla base della “Rete dei Musei d’Impresa”, il progetto di cooperazione interterritoriale promosso dal Gal Serre Calabresi e finanziato attraverso il Psr Calabria. Un’iniziativa che punta a mappare, raccontare e mettere in rete le realtà produttive storiche del territorio, trasformandole in un motore di crescita culturale, sociale ed economica per le aree rurali. L’obiettivo è chiaro, cioè rafforzare l’identità locale, creare nuove occasioni di turismo esperienziale e offrire strumenti formativi a studenti, imprenditori e comunità. Attraverso eventi, visite guidate e attività didattiche, il progetto permette di conoscere da vicino le tante eccellenze che animano il tessuto produttivo calabrese, spesso custodi di saperi antichi e innovazioni sorprendenti. Tra le realtà più affascinanti coinvolte nella rete c’è la cooperativa “Nido di Seta” che opera a San Floro, un borgo che negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento europeo per la bachicoltura. Qui, agricoltura e artigianato si intrecciano in un modello virtuoso che ha riportato in vita l’antica tradizione serica calabrese. La cooperativa produce abbigliamento, accessori e gioielli in seta, creazioni che hanno varcato i confini regionali fino ad arrivare perfino in Vaticano. A raccontare questa esperienza è il presidente Domenico Vivino, che guida un progetto capace di coniugare innovazione, sostenibilità e radici culturali. “Nido di Seta” non è solo un laboratorio artigianale, ma anche un vero e proprio ecosistema turistico che comprende una fattoria didattica, un punto di ristoro, percorsi eco-esperienziali e un museo dedicato alla storia della seta. Un’offerta che attira visitatori da tutta Italia e dall’estero, contribuendo in modo significativo all’economia locale. L’impatto della cooperativa va ben oltre la produzione serica. La sua attività rappresenta un presidio contro lo spopolamento rurale, un esempio concreto di economia circolare e un baluardo nella tutela del patrimonio culturale legato alla seta, un sapere di valore inestimabile per la Calabria. Non sorprende, dunque, che negli anni “Nido di Seta” abbia ricevuto numerosi riconoscimenti. Tra questi spicca il Premio Best Practice dell’Italia rurale 2023, che valorizza i progetti più innovativi e sostenibili del settore agricolo nazionale. Oggi la realtà serica di San Floro può vantare un primato straordinario: è l’attività che produce più seta in Europa, con la filanda operativa più grande del continente. Un risultato che testimonia la forza di un progetto nato dal territorio e capace di guardare lontano. La “Rete dei Musei d’Impresa” del Gal Serre Calabresi, attraverso storie come quella di “Nido di Seta”, dimostra come la memoria produttiva possa diventare una risorsa strategica per il futuro. Un patrimonio che merita di essere conosciuto, vissuto e tramandato.
Carmela Commodaro

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