Con la venticinquesima Intervista SottoTraccia di Davide Mercurio, del Collettivo OndaRock, conosciamo l’evoluzione artistica di Cesare Vitaliano, tra memoria underground e nuove traiettorie elettroniche. Cesare Vitaliano, in arte Bassoprofilo, è uno di quei musicisti che attraversano i cambiamenti senza timore, trasformandoli in linguaggio. L’incontro con Davide Mercurio è l’occasione per ripercorrere un cammino che parte dalle radici grunge, dell’underground calabrese e approda a un presente fatto di elettronica, ricerca e visione personale. Il legame umano e musicale con l’intervistatore affonda nei primi anni Duemila, dai Cursorys e dalle prime edizioni di OndaRocK, passando per l’esperienza con gli Zolöft, fino a concerti condivisi che hanno segnato una generazione, da Giovanni Lindo Ferretti sui Monti della Sila, ai Verdena al Teatro Unical di Rende. Un percorso che oggi trova nuova forma, ma non perde memoria. La svolta sonora nasce quasi per caso, una mattina di primavera: una chitarra spinta al limite, un amplificatore che cede. Tra feedback e rumori di fondo, Bassoprofilo scopre un universo inatteso, dove il corpo diventa strumento e il suono materia viva. È lì che la chitarra smette di essere centro e diventa simbolo di un passato da superare, aprendo la strada a nuove ritmiche, nuove scritture e a un diverso modo di intendere la voce. L’esperienza di OndaRocK resta una tappa fondamentale, condivisione, amicizie durature e la consapevolezza di quanto sia complesso, ma necessario, costruire cultura musicale in territori periferici. Una “mosca bianca”, come la definisce Cesare Vitaliano, che continua a rappresentare ricerca e impegno. Nel progetto Bassoprofilo, l’elettronica si fa linguaggio intimo e stratificato. Le influenze spaziano dall’opera lirica all’Idm, dalla computer music a sonorità tekno intese come ritualità contemporanea. Al centro, una riflessione lucida sul presente, guerre che ritornano, immagini falsate dai social, una società in regressione. Temi che difficilmente lasciano spazio a narrazioni leggere, ma che alimentano una musica densa, critica, necessaria. Il passaggio dalla dimensione collettiva della band a quella più solitaria della produzione elettronica è vissuto senza rimpianti. La scrittura oggi oscilla tra progettualità e impulso, può nascere da una metrica, da un suono o da dettagli minimi del quotidiano; altre volte esplode come reazione immediata alla realtà. Nel frattempo, c’è anche un ritorno allo strumento classico, con il corno francese, a testimoniare una curiosità mai spenta. Guardando avanti, Bassoprofilo non pone confini. I territori da esplorare sono semplicemente quelli che ancora non ha ascoltato. Un’affermazione che racchiude l’essenza di un artista in costante movimento. La musica di Cesare Vitaliano – apprendiamo sempre dall’intervista di Davide Mercurio – dimostra che cambiare pelle non significa perdere la propria storia, ma darle nuove forme. Dalle chitarre abrasive ai beat sintetici, il suo percorso continua con coerenza e autenticità. E se l’evoluzione è l’unica costante, seguirne i prossimi passi sarà ancora una volta un viaggio da non perdere.
Carmela Commodaro

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