Il titolare del Lido Ulisse di Squillace, Francesco Paonessa, che è anche portavoce della categoria balneare calabrese, ha scritto al presidente della Regione, ai consiglieri regionali, ai sindaci dei comuni costieri e alla stampa una lettera aperta sul tema del federalismo balneare, perché la Calabria diventi capofila di un modello nazionale per la tutela e lo sviluppo delle concessioni. Secondo Paonessa, la Calabria ha l’opportunità di diventare capofila di un federalismo balneare che valorizzi le specificità territoriali e dia voce alle comunità locali. «La delibera regionale sulla non scarsità della risorsa spiaggia, fondata su dati oggettivi (solo il 13% delle coste in concessione e l’87% libero) – scrive l’imprenditore squillacese – ha rappresentato un atto di coraggio e responsabilità. È la prova che la nostra Regione può applicare la direttiva Bolkestein con equilibrio: aprendo ai bandi pubblici su nuove aree demaniali, senza penalizzare le attività storiche che hanno costruito con sacrificio e dignità la forza turistica della Calabria». Ma, per Paonessa, «l’avvicinarsi della decisione del Tar Calabria sul ricorso Ranieri, insieme alle sentenze contrastanti del Consiglio di Stato, genera forte preoccupazione. Il rischio che vengano travolte concessioni esistenti, con conseguenze devastanti per famiglie e imprese, è concreto. Difendere la delibera significa difendere la nostra identità, il lavoro di generazioni e un comparto che rappresenta una parte essenziale del turismo regionale e nazionale. Difendere la delibera regionale significa anche difendere la legalità». Secondo Paonessa, infatti, in un settore così esposto, il rischio di infiltrazioni mafiose e di speculazioni è reale. La scelta della Calabria di dichiarare la non scarsità della risorsa spiaggia e di aprire bandi solo su nuove aree demaniali è un atto di trasparenza e prevenzione: tutela le imprese storiche, garantisce concorrenza leale e impedisce che la criminalità organizzata approfitti dell’incertezza normativa. È un modello che rafforza la fiducia dei cittadini e delle comunità costiere, e che può diventare esempio nazionale di federalismo balneare responsabile. «Un ulteriore rischio – aggiunge – deriva dai ricorsi dei vecchi concessionari, che, in assenza di una normativa chiara e stabile, potrebbero generare un effetto a catena capace di travolgere intere amministrazioni comunali e bloccare il comparto. La delibera rappresenta l’unico strumento capace di garantire serenità agli operatori, continuità alle imprese storiche e nuove opportunità imprenditoriali nel rispetto della direttiva Bolkestein». L’appello che lancia Paonessa è il seguente: «chiediamo di mantenere ferma la delibera e di rilanciare la Calabria come modello di federalismo balneare: una Regione che sa tutelare le attività esistenti e, al tempo stesso, aprire nuove opportunità imprenditoriali grazie alla non scarsità della risorsa demaniale. I sindaci dei comuni costieri interessati sostengano con forza questa battaglia».
Carmela Commodaro

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