
La Giunta comunale di Squillace ha avviato la procedura di acquisizione sanante di alcune aree relative alla pineta centrale di Squillace Lido, ma il consigliere dell’opposizione Pasquale Muccari non è d’accordo. La vicenda circa quarant’anni fa, il Comune di Squillace ha avviato una procedura di esproprio di una parte della pineta nei pressi del lungomare, che è terreno privato, per la realizzazione di un’opera pubblica. La normativa allora vigente, come quella attuale, imponeva di concludere tale procedura entro un termine perentorio di cinque anni mediante l’adozione di un valido decreto di esproprio e il pagamento dell’indennizzo. Tali atti non sono mai stati adottati. Da allora il bene è stato occupato senza titolo giuridico, in totale assenza di provvedimenti conclusivi, mantenendo una situazione di illegalità amministrativa protrattasi fino ai giorni nostri. Questa situazione di occupazione illegittima è stata qualificata in numerose sentenze dal Consiglio di Stato e dalla Corte dei Conti come fonte di responsabilità contabile e danno erariale. A distanza di quarant’anni, il legittimo proprietario ha adito le vie legali per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. «Il Comune, oggi – afferma il sindaco Enzo Zofrea – si trova citato in giudizio e ha l’obbligo di difendersi, ma soprattutto ha il dovere di evitare che l’indennità risarcitoria, che cresce giorno dopo giorno, si trasformi in un onere insostenibile per l’ente e per la collettività. È per questa ragione che l’Amministrazione comunale ha deciso, nel pieno rispetto della legge, di attivare la procedura di acquisizione sanante che ci consente di porre fine all’illegalità, sanando l’occupazione del bene e trasferendolo formalmente al patrimonio indisponibile del Comune, con il pagamento dell’indennizzo stabilito per legge». Muccari, dal canto suo, sostiene che l’amministrazione deve ritirare in autotutela la delibera con cui ha avviato l’acquisizione sanante e anzi si deve costituire in giudizio contro la richiesta di risarcimento dei proprietari. Zofrea replica affermando che «lo stesso Muccari ha ricoperto il ruolo di sindaco di Squillace per ben tredici anni ed in tutto quel tempo non ha ritenuto di affrontare e risolvere questa vicenda; non ha concluso il procedimento espropriativo, non ha avviato alcuna sanatoria, né ha assunto iniziative amministrative per regolarizzare l’occupazione del terreno. Ciò che oggi egli contesta avrebbe potuto essere risolto da lui». Il sindaco ricorda che la giurisprudenza della Corte dei Conti è chiara nell’affermare che rispondono del danno erariale tutti gli amministratori e dirigenti che, pur essendo a conoscenza di situazioni di irregolarità o di illegalità amministrativa, non si attivano per sanarle.
Carmela Commodaro