
Incontro-laboratorio sulla riscoperta delle figure tipiche del Carnevale calabrese. Si è svolto nella scuola primaria di Squillace Lido con la presenza del cantastorie Andrea Bressi e del polistrumentista Daniele Mazza. Un progetto che si è articolato in uno spettacolo sulle maschere tipiche, come quella di Giangurgolo nei cui panni vi era proprio Bressi. «Il Carnevale in Calabria presenta sue peculiarità – rileva Bressi – la cui conoscenza ha valore altamente formativo. Nella cultura popolare calabrese entrano a pieno titolo le maschere popolari, i canti carnascialeschi di questua, la vicenda e il contrasto di Re Carnevale e sua moglie Corajisima (Quaresima), le farse carnevalesche e la maschera di capitan Giangurgolo. Per questa ragione la diffusione di tali elementi culturali, opportunamente veicolata alle nuove generazioni, ricopre ampia valenza didattica». L’incontro-laboratorio proposto dall’esperto Andrea Bressi, da anni impegnato nel recupero e nella valorizzazione delle costumanze calabresi, è ideato per la ricorrenza del Carnevale. La performance musicale è stata messa in scena con la maschera di Giangurgolo che, tra battute in rima, simpatia, stornelli e briose tarantelle, ha portato un po’ di allegria e di atmosfera carnevalesca. Nel corso dell’esibizione sono state messe in evidenza le tematiche della contrapposizione tra le figure di Carnevale e Quaresima, della curiosità sulla maschera di Giangurgolo e della curiosità sui riti quaresimali, alla riscoperta della moglie di Carnevale, Corajisima. All’iniziativa ha preso parte anche la consigliera comunale di Squillace Daniela Lioi, delegata all’istruzione, invitata dalla responsabile del plesso di Squillace Lido Rossella Cilurzo. «È stata un’iniziativa interessante per gli studenti – afferma Lioi – perché si è creata un’atmosfera unica di divertimento e di apprendimento. Bressi e Mazza hanno incantato i bambini raccontando la tradizione del Carnevale in modo originale e coinvolgente, hanno catturato l’attenzione dei piccoli ascoltatori, trasformando una semplice narrazione in un’esperienza vivace». ֿBressi nei panni di Giangurgolo – prosegue la consigliera Lioi – ci ha trasportati con allegria nella storia di questa maschera calabrese per poi mostrarci la Corajisima, realizzata dalla maestra Graziella Riey, e che segna il tempo proprio tra la fine del Carnevale e la Pasqua. Hanno suonato vari strumenti spiegando la loro origine e il loro uso nelle festività. Il loro approccio non si è limitato a un racconto verbale: hanno creato un’atmosfera che ha stimolato la partecipazione dei bambini, i quali sono stati coinvolti attivamente al ritmo della musica della tradizione calabrese. Ogni risata, ogni sorriso, dimostrava che i piccoli si stavano immergendo completamente nella magia di una delle tradizioni più colorate e divertenti del nostro paese».
Carmela Commodaro