Da otto giorni l’acqua non è potabile a Squillace, ma il Comune difetta anche nella comunicazione. Ne sono convinti Oldani Mesoraca ed Enzo Zofrea, consiglieri comunali di Tuttinsieme per Squillace. “Sono passati otto giorni – si legge in un comunicato – da quando il sindaco di Squillace, con propria ordinanza, ha vietato, a Squillace centro, l’uso dell’acqua potabile. Il provvedimento è stato adottato, a seguito dell’intervento dell’Asp che ha riscontrato la non potabilità dell’acqua che scorre nei rubinetti. Purtroppo, da quel giorno, i cittadini nulla sanno sui risultati dei prelievi fatti dal Comune e, soprattutto, su quando potranno fare uso del prezioso liquido. Gli stessi sono stati lasciati all’unica soluzione possibile, ovvero approvvigionarsi a proprie spese dell’acqua necessaria per gli usi umani”. Mesoraca e Zofrea ritengono che “anche ora, come in tante altre occasioni, il sindaco stia abusando del suo potere, tenendo allo scuro tante famiglie di quanto stia avvenendo. Non è più tollerabile questo atteggiamento menefreghista di chi dovrebbe amministrare la cosa pubblica nell’interesse del bene comune.
A queste cose che possono sembrare solo critiche più strumentali, appare fondamentale chiedere all’amministrazione comunale cosa intende fare in questo lungo periodo di disagio igienico-sanitario causato alla cittadinanza. Le vasche comunali sono state sottoposte a interventi di pulizia e sanificazione? E’ stato effettuato il controllo delle reti idriche interessate? Ed ancora, cosa si sta facendo per tutelare i disagi delle persone meno abbienti e delle strutture socio sanitarie presenti in città? Tutte domande legittime per le quali la città deve avere immediata risposta.
Il popolo ha bisogno, ha diritto di sapere! Si tratta della salute. Si tratta di un bene di prima necessità. Cosa si aspetta a dire come stanno le cose?”.
Carmela Commodaro

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