VIBO VALENTIA, I carabinieri del Nucleo Investigativo di Vibo Valentia, con il supporto dei comandi provinciali di Novara, Teramo e Benevento, hanno eseguito stamane una misura cautelare in carcere a carico di cinque persone nei cui confronti sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza in relazione ad alcuni episodi estorsivi, aggravati dal metodo mafioso, commessi a Vibo Valentia fra il 2009 e il 2022. Altre sette persone sono indagate in stato di libertà.  Il provvedimento è stato emesso dal Gip di Catanzaro su richiesta della Procura- Direzione Distrettuale Antimafia, guidata da Nicola Gratteri. Dalle indagini, che si sono avvalse anche di dichiarazioni di collaboratori di giustizia, è emerso un giro di estorsioni che sarebbero avvenute tra il 2009 e il 2022. Il primo episodio, per circa 20 mila euro, è stato portato avanti ai danni di un’impresa edile e di movimento terra. Tra il 2015 ed il 2017, è stata la volta di un altro episodio verso una ditta di raccolta rifiuti aggravato anche dalla distruzione di un autocompattatore e da una minaccia con pistola. Altri episodi si sono verificati ai danni di imprese edili, una delle quali impegnata nei lavori del nuovo ospedale di Vibo Valentia. Tra gli indagati è emersa la figura di un soggetto coinvolto in Rinascita-Scott, poi rimesso in libertà che, una volta fuori, avrebbe ripreso l’attività di estorsione fino al nuovo arresto avvenuto quest’anno dopo la condanna in abbreviato nel processo alle cosche del vibonese. Dalle indagini, secondo quanto riferito, è emerso uno spaccato sul controllo esercitato dalla ‘ndrangheta nel settore della raccolta dei rifiuti nel comune di Vibo Valentia con le estorsioni subite dalle ditte incaricate, Ased srl e Dusty srl. (ANSA).
   

Indietro