È stato sottoscritto ieri pomeriggio, nella sede dell’Ufficio Territoriale del Governo di Catanzaro, il Protocollo per l’istituzione della sezione territoriale della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità. Firmatari dell’intesa il Prefetto Maria Teresa Cucinotta, che ha presieduto la riunione, Inps, Regione Calabria, Ispettorato territoriale del lavoro, Cia, Confagricoltura, Coldiretti, e i sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil. «Uno strumento importante – ha commentato soddisfatto il Segretario Generale Fai Cisl Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia Daniele Gualtieri – che servirà a contrastare con ancora più efficacia lavoro nero e caporalato in agricoltura nel territorio di Catanzaro. Informazione, sensibilizzazione e prevenzione, non solo repressione, rappresentano le parole chiave di questo accordo, che deve però essere considerato soprattutto come un’opportunità per le tantissime aziende agricole che operano e creano sviluppo e occupazione nella provincia di Catanzaro, quelle che applicano i contratti e si muovono nel solco della legalità. L’obiettivo è infatti quello di far crescere il numero di aziende iscritte alla Rete del lavoro agricolo di qualità che, ad oggi, sono soltanto 18 secondo i registri dell’Inps, a fronte di migliaia di aziende agricole attive nel territorio catanzarese. Grazie a questo importante risultato – prosegue Gualtieri – attraverso la Cabina di regia, sarà possibile definire con maggiore concretezza proposte finalizzate ad introdurre meccanismi di premialità a favore delle aziende iscritte alla Rete, anche in riferimento alla clausola della condizionalità sociale introdotta nella nuova PAC 2023/2027, ma altresì monitorare con più attenzione il mercato del lavoro sul territorio e, con l’ausilio dell’Ente bilaterale, favorire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro nel settore agricolo e programmare percorsi legali e controllati per favorire, attraverso convenzioni con gli Enti locali, alloggio e trasporto in sicurezza dei lavoratori, con conseguente contrasto a quelle drammatiche forme di “ghetizzazione” che, senza il rispetto della stessa dignità umana, mettono in pericolo la stessa vita delle persone. Da oggi sarà possibile incidere con maggiore efficacia sulla promozione del lavoro agricolo di qualità in questo importante territorio, e attuare, in sinergia con istituzioni, forze dell’ordine, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali, la parte preventiva della fondamentale Legge 199 del 2016 sul caporalato, anche nel prosieguo degli orientamenti stabiliti nel protocollo anticaporalato siglato dai Ministeri dell’Interno, Lavoro, Politiche Sociali e Anci, con l’importante supporto delle Federazioni sindacali nazionali, e a livello regionale l’Osservatorio agricolo e il Tavolo di lavoro di contrasto al caporalato».

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