Una enorme quantità di immondizia identificata come rifiuti speciali è stata trovata all’interno delle due aree e gestita senza nessun controllo, nessun filtraggio e nessuna cura nell’evitare le peggiori conseguenze. Ieri mattina, a San Vito sullo Ionio, i militari forestali operanti nel territorio hanno sottoposto a sequestro ai sensi degli artt. 334-335 e 349 cod. pen. ed operato una pesante ammenda nei confronti dell’Amministrazione comunale di San Vito sullo Ionio.
All’interno delle aree sopra citate, infatti, da tempo i rifiuti non venivano trattati e smaltiti come di dovere, risultando stoccati parti meccaniche di veicoli a motore non bonificate, materiali ingombranti, pneumatici fuori uso, rifiuti ferrosi, pannelli fotovoltaici e batterie in disuso, sanitari. Il tutto visibile agli occhi dei cittadini e con grave pericolo per i proprietari dei terreni confinanti.
Vane sono state le giustificazioni dell’amministrazione comunale che ha tentato addirittura di affermare che il tutto sarebbe rimasto immutato fin dai tempi del commissariamento. Quindi, da circa due anni, il Comune ammette di non aver mai bonificato l’area interessata al sequestro che invece risulterebbe essere stata bonificata con apposita delibera prima che la gestione dei rifiuti venisse concessa alla ditta Stella del Sud. Una ennesima zappa sui piedi per il primo cittadino, Antonio Tino, che sta facendo navigare il Comune non in buone acque. Pare, infatti, che gli stipendi comunali vengano pagati con anticipo di cassa e con settimane di ritardo e che il bilancio riportato all’interno dell’ultimo Consiglio comunale – dove la maggioranza aveva affermato l’alto recupero percentuale del valore della raccolta differenziata rispetto
alle amministrazioni che l’hanno preceduta – sia pari a zero. Poco lodevole, dunque, il lavoro della giovane ed inesperta amministrazione che non sembra vada molto d’accordo con tutto ciò che riguarda l’ecologia: il taglio degli alberi in piazza Polerà e la mancata sistemazione e ripiantumazione promessa, il parco eolico, i lavori nell’area attrattiva e turistica del Lago Acero, ad oggi chiusa, risalenti a circa un anno fa e ancora non ultimati, lasciati in sospeso e mai messi in sicurezza nella incoscienza totale nei confronti dell’incolumità dei cittadini, la scarsa pulizia delle vie del paese, a stagione estiva già iniziata, la mancata disinfestazione, l’ordinaria manutenzione che diventa “straordinaria” a causa della carenza di programmazione. E poi foto trappole acquistate e mai collocate in punti strategici del paese, come le aree citate, che faciliterebbero una maggiore e più incisiva azione di pulizia e sicurezza. Tutti segnali che lasciano intendere che non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare, o forse lo sa bene ma gli interessi hanno fatto sì che la rotta venisse deviata.


Gruppo di minoranza LiberaMente

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