Sabato 4 giugno, presso la parrocchia “Madonna di Pompei” in Catanzaro, l’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace si è radunata attorno all’Arcivescovo per la solenne Veglia di Pentecoste, organizzata dal Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile. Riuniti sul sacrato della Chiesa, dopo il rito di accensione delle candele dal cero pasquale, Mons. Maniago ha aperto la porta della Chiesa annunciando che “è questa la porta del Signore: per essa entriamo per ottenere il dono dello Spirito”. Dopo l’ascolto della Parola, l’Arcivescovo ha iniziato la sua riflessione ricordando che il partecipare alla veglia non era un semplice ritrovarsi per pregare insieme il Signore, ma “per fare una cosa diversa, molto, ma molto più intensa di un semplice pregare insieme, perché siamo qui per fare memoria”. E per i cristiani fare memoria “vuol dire rivivere, far sì che quanto ricordiamo si attualizzi ora, accada qui, adesso”. Il radunarsi in chiesa per la veglia di Pentecoste, è stato come ritrovarsi nel cenacolo perché, ha aggiunto Mons. Maniago, “siamo davvero i discepoli del Signore, i suoi apostoli, siamo coloro che hanno vissuto con Lui, che hanno condiviso le sue parole, che condividono il cammino”. E come i discepoli, anche noi cristiani spesso siamo chiusi nelle nostre esperienze, un po’ timorosi perché il mondo fuori non comprende. E allora anche per noi “irrompe lo Spirito di Dio. In questa situazione noi comprendiamo perché lo Spirito di Dio è Signore e dà vita: perché spalanca le porte”. “E noi vogliamo vivere stasera questo aprire le porte – ha concluso Mons. Maniago –, che non è opera nostra, ma è opera dello Spirito di Dio, che viene a darci vita proprio spalancando le porte. A noi, però, il compito di permettere questo. Sì, perché anche lo Spirito nella sua potenza, nella sua onnipotenza, nella sua forza è sempre Spirito di Dio dentro di noi e vive lo stesso amore, quell’amore da cui noi siamo generati e non può mai essere violenza nei nostri confronti”. Allora lo Spirito Santo va accolto, va invocato ogni giorno, affinché “aiuti noi, le nostre comunità, la nostra diocesi a camminare sulle vie del Signore, per essere anche noi annuncio di un mondo nuovo”.

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