Di seguito una nota a firma del Segretario Generale Fai Cisl Cz Kr Vv Daniele Gualtieri, del Segretario territoriale Flai Cgil  Giovanni Amendola e del  Segretario territoriale Uila Uil  Vito Giorgio.
Si è tenuta in Prefettura a Catanzaro una riunione convocata dal prefetto Maria Teresa Cucinotta del Consiglio Territoriale per l’immigrazione per l’istituzione del tavolo permanente quale punto di raccordo e di monitoraggio del fenomeno, l’analisi dei dati e dei bisogni, e fare il punto sulle problematiche connesse al fenomeno del caporalato in agricoltura. Nel corso della riunione le organizzazioni sindacali del comparto agricolo Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, hanno ribadito la necessaria e urgente attivazione dello strumento quale quello della cabina di regia territoriale del lavoro agricolo di qualità. I sindacati hanno considerato davvero proficua la riunione, apprezzando la sensibilità, il pragmatismo e la capacità di fare sintesi del prefetto Cucinotta, che ha accolto favorevolmente la richiesta di avviare la cabina di regia. Secondo le organizzazioni sindacali per contrastare il fenomeno del caporalato – che nella provincia di Catanzaro è presente anche se in maniera meno eclatante, assumendo le forme del lavoro sommerso e sottopagato –  non è sufficiente l’azione repressiva condotta in modo egregio dalle forze dell’ordine, che meritano gratitudine, ma occorre costruire una rete sul territorio finalizzata alla prevenzione, che coinvolga tutti gli attori, dalle parti datoriali ai rappresentanti dei lavoratori, alle associazioni di volontariato. Il fenomeno può essere combattuto attraverso la prevenzione,  informando e formando i lavoratori sui diritti in agricoltura, attivando strumenti legati al trasporto per le aree interne attraverso convenzioni con le aziende, assicurando l’assistenza sanitaria e gli alloggi. Tutte proposte su cui il rappresentante del governo ha manifestato condivisione, nella consapevolezza che dalla analisi del fenomeno debbano scaturire interventi di breve termine ma anche azioni di sistema per arginare e sconfiggere il caporalato. Gli effetti di tale azione hanno effetti più ampi rispetto al rispetto dei diritti dei lavoratori e al loro sostegno, ma servono a tutelare le aziende sane che rispettano i contratti e garantiscono l’eccellenza in agricoltura puntando sulla qualità e la dignità del lavoro. Bisogna affermare una cultura della trasparenza e delle legalità capace di valorizzare le tante aziende sane del territorio e di isolare quelle che invece con il loro operato danneggiano i lavoratori e operano una concorrenza sleale sul mercato attraverso il dumping contrattuale.  I sindacati hanno anche evidenziato la necessità di riappropriarsi del proprio ruolo nella fase di incontro tra domanda e offerta di lavoro nel settore agricolo, per comprendere da un lato le esigenze delle imprese per recuperare la manodopera attraverso l’ente bilaterale, da un lato intervenendo nella formazione dei giovani, dall’altro garantendo una retribuzione adeguata per garantire la dignità del lavoro. Qualità dell’impresa e qualità del lavoro devono diventare in agricoltura facce della stessa medaglia.

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