Si è aperto a Roma con un convegno nel suggestivo ed evocativotempio di Adriano la celebrazione organizzata dall’Anbi dei cento anni della fondazione della moderna bonifica italiana che si fa risalire a un congresso delle bonifiche venete ce si tenne a San Dona’ del Piave dal 23 al 25 marzo 1922. vi presero parte personaggi del calibro di don Luigi Sturzo, Arrigo Serpieri, Silvio Trentin, Giuseppe Medici . “Uno straordinario evento – dichiara Fabio Borrello Presidente del Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese –che attualizzeremo con “ANBI 100” invarie iniziative anche in Calabria dove la Bonifica ha svolto un ruolo significativo ed importante che accompagneranno il centenario della moderna Bonifica. C’è – come è stato detto, uno straordinario, quanto drammatico obbiettivo comune tra il primo dopoguerra e l’attuale contingenza internazionale: l’autosufficienza alimentare del nostro Paese che, allora come oggi, vede protagonista le gestione delle acque irrigue, operata dai Consorzi di bonifica”. Oggi in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua tutto questo assume un valore straordinario – commenta Borrello – e significativa è la coincidenza del Centenario con l’avvio del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Le missioni del P.N.R.R. sono tutte comprese nelle attività, che i Consorzi di bonifica svolgono per la gestione del territorio.  L’obbiettivo costate che abbiamo, è ristrutturare ed ampliare un reticolo di alvei e di opere ingegneristiche, invasi e condotte che devono necessariamente essere mantenute.  Una risposta a questa necessità sono i progetti lanciati da ANBI per la realizzazione di bacini perlopiù medio-piccoli e collinari, capaci di aumentare la percentuale d’acqua trattenuta al suolo (oggi ferma all’11% della pioggia annualmente caduta), abbinando funzioni civili, ambientali, energetiche, di prevenzione idrogeologica e di riserva idrica. Vi è la necessità  – aggiunge Borrello – di un grande sforzo per aumentare la cultura dell’acqua, fondamentale per garantire futuro alle nuove generazioni. Una sfida cruciale che vedono il settore irriguo fra i comparti sui quali bisognerà investire in maniera significativa. abbandonando la logica emergenziale, per aumentare la risorsa irrigua disponibile, ponendo rimedio alla improduttiva frammentazione amministrativa”.

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