Il periodo buio delle costruzioni nella provincia di Cosenza oramai dovrebbe essere solo un brutto ricordo. Si inizia a intravedere, grazie all’avvio di alcune grandi opere e ad alcuni incentivi da parte del Governo, la luce, anche se al momento è ancora fioca, ma c’è e si percepisce. Gli ultimi dati forniti dalla Cassa Edile Cosentina fanno ben sperare, ma non bisogna abbassare la guardia, il pericolo è sempre dietro l’angolo come dimostra l’ultima spinosa questione sorta sul “Superbonus”. Non è un segreto per nessuno che, negli ultimi due lustri, una serie di fattori congiunturali e negativi hanno determinato una crisi nera, quasi un crac, nel settore delle costruzioni e del suo indotto, settore che rappresenta uno degli ambiti più importanti e trainanti dell’economia della provincia cosentina. Nel decennio che va dal 2010 al 2020 il settore dell’edilizia nella provincia bruzia ha registrato un forte decremento sia in termini di occupati, di imprese e di attività. Una crisi che ha fatto registrare una perdita settoriale che ha superato il 50%. Per fortuna negli ultimi due anni si è registrata, e tuttora persiste, un’inversione di tendenza molto incoraggiante. La crisi piano piano sta rientrando e nell’intero settore edile, così come nell’indotto, si nota un’ottima ripresa. Una crescita dovuta a un insieme di fattori congiunturali positivi a partire dall’avvio, anche se ancora non a pieno regime, di alcuni cantieri strategici per lo sviluppo del territorio (3° macrolotto 106 Roseto – Sibari, Ospedale della Sibaritide), una crescita dell’edilizia abitativa anche grazie agli incentivi statali e la ripartenza degli appalti negli Enti Pubblici. Fattori che, stante ai dati forniti dalla Cassa Edile di Cosenza, hanno contribuito, nell’ultimo anno, a un incremento della Massa Salari del 47,16%, e a un aumento del 45.63% delle ore versate. Anche il numero dei lavoratori assunti, in questo periodo, è aumentato del 21% così come si è registrata una crescita del 10,57% di imprese che hanno ripreso la loro attività a pieno ritmo. Questi dati, da una proiezione futura e da un’analisi attendibile, anche per i prossimi anni dovrebbero crescere ulteriormente e in modo molto significativo in considerazione che importanti appalti già avviati (3° Macrolotto 106 e Ospedale della Sibaritide) dovrebbero svilupparsi a pieno regime e altri importanti cantieri dovrebbero vedere la luce. Anche l’entrata in vigore, dal 1° novembre scorso, della norma sulla congruità, uno strumento strategico che porta con sè una finalità precisa quella di contrastare e arginare il fenomeno del lavoro irregolare in edilizia, ma soprattutto le misure correttive al “Superbonus” che dovrebbero essere approvate ad horas dal Governo e che dovrebbero subordinare la concessione dei bonus fiscali solo alle imprese che applicano i contratti collettivi nazionali di settore stipulati dalle organizzazioni più rappresentative sul piano nazionale, sicuramente contribuiranno alla crescita del settore con nuove assunzioni e garantiranno tutte le tutele previste in riferimento a salario, orario, ferie, malattie e, soprattutto, garantiranno un’adeguata formazione obbligatoria e una maggiore sicurezza. Sicuramente, nei prossimi due anni non si raggiungeranno i livelli di attività del settore di 10 anni orsono, ma possiamo confidare fiduciosi che gli incrementi in termini di occupazione e investimenti si avvicineranno certamente agli standard di quegli anni.

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