Non si arresta la mobilitazione per la nota vicenda della sospensione (la chiusura sembrerebbe scongiurata) del Centro di Riabilitazione Territoriale di Squillace, afferente all’Asp di Catanzaro. La riunione di sabato scorso nella sala consiliare del municipio squillacese tra primi cittadini, amministratori, esponenti politici e della società civile, ha prodotto un’ ulteriore iniziativa. I sindaci di Squillace (Pasquale Muccari), Amaroni (Luigi Ruggiero), Girifalco (Pietrantonio Cristofaro), Palermiti (Domenico Emanuele), Stalettì (Alfonso Mercurio) e Vallefiorita (Salvatore Megna) hanno costituito un comitato spontaneo, risoluti e determinati nell’ottenere la riattivazione di questo importante servizio e con l’obiettivo di assicurare la tutela del diritto alla salute dei cittadini del comprensorio, affrontandone la problematica ad ampio raggio nell’ ottica di potenziare il polo sanitario territoriale dell’Asp di Catanzaro che ha sede a Squillace. Queste le ragioni alla base della nota congiunta indirizzata al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, al direttore generale facente funzioni dell’Asp di Catanzaro Ilario Lazzaro, e alla responsabile del Distretto Sanitario di Soverato Maria Concetta Loprete, con la quale, tra l’altro, si richiede un incontro per affrontare e risolvere le questioni sanitarie del territorio. «Continueremo a vigilare e tenere sotto controllo, con attenzione costante, l’evolversi della situazione – si sottolinea in una nota -. Questo è un atteggiamento collaborativo, incentrato sulla ineludibile volontà di fare nostra qualsiasi proposta giunga dalle autorità competenti a cui ci siamo rivolti». Questo il testo della lettera a Occhiuto, Lazzaro e Loprete: «Con riferimento alla recente vicenda concernente la sospensione del servizio del Centro di Riabilitazione di Squillace, i sindaci dei Comuni di Squillace, Amaroni, Girifalco, Palermiti, Stalettì e Vallefiorita, in seguito alla riunione tenutasi sabato 22 gennaio nella sala consiliare del Comune di Squillace, alla presenza dell’on. Paolo Parentela, del cons. provinciale Francesco Fragomele, dell’avv. Arturo Bova, già presidente della Commissione Regionale Anti Ndrangheta, di amministratori e cittadini del comprensorio, espongono quanto segue: La notizia della sospensione del servizio de qua c/o il Polo Sanitario di Squillace è stata appresa attraverso gli organi di stampa; paradossale che l’Asp non abbia trasmesso alcuna comunicazione ufficiale al riguardo, men che meno al Comune nel cui territorio ha sede la struttura. Una mancanza di “dialogo”, indicativa della distanza che le Istituzioni Sanitarie hanno voluto segnare rispetto ai territori, in particolare delle aree interne, più bisognose di servizi e forme di assistenza. Per le ragioni esposte, gli scriventi sindaci esprimono formale protesta contro la decisione dell’Asp di interrompere il servizio di riabilitazione presso il Polo Sanitario di Squillace, chiedendone l’immediata riattivazione; richiedono un incontro del Comitato spontaneo dei Sindaci del Comprensorio di Squillace, Amaroni, Girifalco, Palermiti, Stalettì e Vallefiorita con il Presidente della Giunta Regionale, quale Commissario Straordinario per la Sanità, il Direttore Generale f.f. dell’ Asp di Catanzaro, il Responsabile del Distretto Sanitario di Soverato per la riprogrammazione concertata dell’offerta dei servizi dei Poli Sanitari di Squillace e Girifalco nell’ottica di un loro rafforzamento in termini di territorialità, prossimità e assistenza domiciliare; chiedono al Direttore Generale f.f. dell’ Asp di Catanzaro la convocazione a breve della Conferenza dei Sindaci e del Comitato di Distretto sulla problematica del Centro Riabilitativo del Polo di Squillace, occasione anche per un confronto sui fabbisogni socio-sanitari dei territori nella prospettiva di un rilancio degli stessi».
Carmela Commodaro

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