Approvato in Aula Ordine del giorno che impegna Governo a valutare l’opportunità di prevedere, anche in successivi provvedimenti, interventi e risorse


CATANZARO – – Parere favorevole del Governo all’Ordine del giorno, presentato a margine dell’approvazione della Legge di Bilancio 2022, con cu si impegna il Governo a prevedere, anche in successivi provvedimenti, interventi e risorse diretti ad ammodernare, completare e mettere in sicurezza la Strada statale 106 Jonica nonché a costruire la strada di collegamento Bovalino- Bagnara.
A firma dei deputati di “Coraggio Italia” Felice Maurizio D’Ettore, tra l’altro coordinatore regionale del partito in Calabria, Stefano Mugnai e Cosimo Sibilia, l’Ordine del giorno persegue l’obiettivo «di adeguare l’intero reticolo viario che consente, sul piano strutturale, di mettere in comunicazione numerosi comuni costieri e più regioni del sud, l’Autostrada del Mediterraneo e l’autostrada A14 “Adriatica” e i due versanti calabresi occidentale (Bagnara) e orientale
(Bovalino)». Agiungono i tre esponenti di ‘Coraggio Italia: «La SS 106, nonché la strada di grande collegamento Jonio-Tirreno e la stessa Bovalino-Bagnara, costituiscono nel loro complesso un’ infrastruttura strategica di rilievo europeo e ciò in un programma sinergico e sistematico che riguarda sia la parte ferroviaria che la parte stradale, senza la quale la Calabria e le Regioni del Sud non possono avere una crescita sostenibile e, soprattutto, una crescita armoniosa nei prossimi anni. È di primaria importanza valorizzare l’area jonica e lo sviluppo dell’intera Calabria con riguardo alle reti stradali e ferroviarie, in particolare la SS 106, strada di grande collegamento Jonio-Tirreno, che è in una condizione di grandissimo disagio e di difficoltà anche di attraversamento in alcuni momenti». D’Ettore, Mugnai e Sibilia, inoltre, ricordano che «il Ministro per il sud e la coesione territoriale, onorevole Mara Carfagna, in risposta ad un question time
dello scorso 8 settembre, ha evidenziato come la strada statale Jonica sia un’opera strategica per la Calabria, un asse viario cruciale tanto per la mobilità dei cittadini residenti sull’intero tratto costiero che per la connettività del sistema produttivo calabrese con le principali vie di accesso terrestri e portuali ai mercati italiani e internazionali.
Il Ministro Carfagna argomentò che, trattandosi di un’opera complessa e di notevole impatto sul territorio e sulle comunità, essa non può che essere realizzata per lotti funzionali: ne sono stati progettati 12, alcuni dei quali già dotati
di un livello di progettazione definitiva, altri ancora a un livello di fattibilità tecnico-economica». Insistono i tre deputati: «Anche la strada statale Bovalino-Bagnara, che nasce da uno studio dell’ingegner Nino Brath negli anni Settanta, una volta ultimata, rappresenterebbe uno dei più importanti collegamenti trasversali della Calabria in quanto connette a circuito la provincia reggina con le due più importanti opere di viabilità del meridione d’Italia: l’autostrada A2 e la Statale 106 Jonica. Al pari della Strada grandi comunicazioni Rosarno – Gioiosa Jonica, la statale Bovalino-Bagnara collegherebbe all’A2 molti centri ionici in pratica isolati dall’unica valida direttrice Nord-Sud e, rispetto alla Ionio-Tirreno, è stata progettata anche per servire e rivitalizzare la fascia tirrenica centrale, in stato di assoluto disagio a causa della fatiscenza dell’ex SS.112.Come tutte le trasversali, che la conformazione geografica della Calabria richiede, anche la Bovalino-Bagnara si propone come arteria di scambio e di collegamento fra i due versanti occidentale (Bagnara) e orientale (Bovalino), abbattendo i tempi di percorrenza e aumentando il livello di servizio e gli standard di sicurezza; opera di vitale importanza per scongiurare il blocco “socio- economico” dei comuni Tirrenici e Ionici del reggino, che vedono il proprio sviluppo frenato dall’assoluta insufficienza di adeguate infrastrutture di collegamento; ciò purtroppo come giornalmente registriamo porta all’emigrazione di cittadini e all’abbandono dei territori, da cui deriva poi il continuo rischio idrogeologico e la flagellazione degli incendi di cui è vittima il nostro eco-sistema, nonché l’impoverimento economico, culturale e demografico della provincia reggina e dell’intero territorio regionale».
Poi concludono: «Questa prospettiva di sviluppo infastrutturale richiede la conferma di un indirizzo politico da parte del Governo in linea con quanto già comunicato alle Camere a seguito di alcune risposte ad atti di sindacato ispettivo».

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