Dopo che nel Decreto Mille Proroghe che viene emanato gli ultimi giorni dell’anno simultaneamente all’approvazione della legge di Stabilità la cosiddetta legge di bilancio, che quest’anno ottiene un risultato importante per la Calabria l’equiparazione giuridica dei lavoratori di pubblica utilità allo status giuridico dei lavoratori socialmente utili passaggio propedeutico per poter procedere alla stabilizzazione di lavoratori ormai indispensabili per poter erogare servizi essenziali da parte di Comuni fortemente sotto dimensionati dal punto di vista delle piante Organiche e con bilanci ingessati che non consentono ormai da anni l’esplicitazione di Concorsi pubblici.
Nell’ultimo Consiglio Regionale in Calabria che ha tra l’altro licenziato l’approvazione del bilancio bene ha fatto il Consigliere Regionale Raffaele Mammoliti del Partito Democratico dopo la bocciatura di un’Emendamento da inserire nella legge di Bilancio, a far approvare un’ordine del giorno che nel nuovo anno impegna la Giunta Regionale ed il Presidente della stessa ad effettuare una Ricognizione e quindi una ricerca di stabilizzazione di una miriade di situazioni di precariato che vanno necessariamente attenzionati. La mole di risorse che ha a disposizione la Regione deve tendere per come è stato fatto dal Parlamento Nazionale ad un lavoro certosino di analisi di ogni singola Vertenza da effettuare con la partecipazione dei Reappresentanti dei Sindacati Confederali, per cercare di portare ad una soluzione che faccia superare la infinita pletora di lavoratori che operano con forme contrattuali atipiche che molto spesso non danno né garanzie di tutela Sanitaria né di tutela pensionistica.
L’altro punto dirimente sollevato dal Consigliere Regionale Raffaele Mammoliti sottolinea il momento proprizio per le risorse a disposizione che deve prevedere un Piano pluriennale di inserimento lavorativo che attraverso l’importanza degli investimenti in formazione consenta una forte ripresa delle politiche attive del lavoro e la riconversione di tanti sussidi che non devono rappresentare soltanto provvedimenti fine a se stessi, ma devono consentire una riemersione del lavoro nero o sfruttato in lavoro di qualità come per esempio è previsto nella legge sul Capoaralato che per la prima volta inserisce dei parametri che penalizzano il Datore di lavoro che non tende all’emersione del lavoro agricolo di qualità Una parte delle Risorse del Piano di Ripresa e resilienza devono necessariamente essere indirizzate al miglioramento delle Condizioni di vita dei lavoratori.


Felice Caristo

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