SOVERIA SIMERI – Il giallo è il colore delle api, simbolo della laboriosità e del legame: con gli altri, con il territorio di appartenenza. Il giallo è anche il colore che l’artista Angelo Ventimiglia non distingue, ma che ha scelto di utilizzare nella realizzazione delle sue opere metafisiche a sigillo del patto con l’osservatore: “Lui vedrà qualcosa che io non potrò mai cogliere e lui non coglierà mai l’intenzione della mia opera”. E’ quanto racconta lo straordinario artista di Villapiana in occasione dell’inaugurazione dell’opera scultorea denominata “Genesis”, realizzata a Villa Cecilia Faragò a Soveria Simeri nell’ambito del “Piano Bee – l’arte del sostenibile”, progetto promosso e sostenuto dal Comune di Soveria Simeri con il co-finanziamento della regione Calabria a valere sul Avviso pubblico per la Selezione e il Finanziamento  di interventi per la Valorizzazione del sistema dei beni culturali  e per la Qualificazione e il Rafforzamento dell’attuale Offerta Culturale presente in Calabria- Annualità 2019 –Azione 1 Tip 1.3, realizzato dall’associazione culturale Confine Incerto. E PIANO BEE gioca con la parola BEE che in inglese significa Ape e si fa simbolo, oltre che risorsa reale del territorio di Soveria Simeri, come ci dimostra la nascita di aziende di apicoltura, ma anche di “operoso” impegno dei cittadini e dell’ amministrazione e nell’ottica dello “Sviluppo Sostenibile”. Un opera, quella di Ventimiglia, quindi, perfettamente incastrata nello spirito del progetto che ha l’obiettivo di sensibilizzare i più piccoli sulle tematiche ambientali attraverso l’arte e la formazione, mettendo in evidenza lo stretto rapporto tra cultura e natura. “Genenis è l’origine del tutto, partendo dalla genesi della vita. La parola stessa deriva da “gene” – spiega Ventimiglia illustrando la sua ultima creazione – le singole cellule in cui è strutturata l’opera contengono al loro interno delle altre cellule che si formano, quindi c’è la fecondazione. All’interno richiamo anche il volto della dea Athena proprio per quello che rappresenta nella mitologia greca, donando l’albero di ulivo che nella simbologia diventa albero della vita”. Per la realizzazione di quest’opera, Ventimiglia ha utilizzato tubi in pvc, anche qui seguendo una precisa simbologia che ruota attorno al pulsare della vita: in questo caso è l’acqua, che viene condotta nei tubi. Una imponente installazione realizzata con il fondamentale tocco di Antonio Coppolino, il “braccio” della “mente” Angelo. “Da studente di ingegneria con la passione dell’arte ho sempre valutato le potenzialità dei materiali dell’edilizia – spiega ancora – e ho sempre creduto che  avessero un’anima. In effetti ce l’hanno: è il materiale con cui realizziamo le nostre case”. Ventimiglia ha scelto di realizzare quest’opera scultorea utilizzando il giallo per due ordini di motivi. “Non vedo il giallo, ma mi è stato detto che le celle dove si produce il miele sono di questo colore – spiega ancora – quindi ho voluto realizzare più celle e richiamare la dipendenza tra l’ape regina e le api lavoratrici. Noi ci sentiamo tutti unici ma in realtà dipendiamo dai nostri legami, quindi legame: l’ape è libera di volare ma poi ritorna, ha la libertà di scegliere il fiore e poi riportare alla casa madre il suo operato”. Insomma siamo liberi, anche di tornare sempre a casa dai nostri affetti. Lunedì 20 dicembre, in piazza Calvario, un’altra importante inaugurazione: quella di Urban Restyling a cura dell’Associazione Culturale ”iLorazepam ” che si batte da sempre contro le ingiustizie, favorendo l’inclusione sociale delle persone meno fortunate. Un magico tocco di colore affidato ai sorrisi di Vincenzo Garcea, Iolanda Tuselli,  Ernesto Ielapi, Fortunato Criniti, ospiti della struttura Salus Mentis di proprietà di Armando e Gioacchino Raso e Roberta Guinicelli. Con l’inaugurazione dell’opera di Ventimiglia, quindi, si completa il programma del Piano Bee che è stato costruito con grande partecipazione, impegno e passione lungo un percorso fatto di laboratori didattici e incontri capaci di valorizzare il rapporto con la natura e la tradizione che conservano la memoria e, quindi, il senso della comunità.

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