Come ogni anno, il 20 dicembre si è svolta la Giornata internazionale della Solidarietà Umana istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2005 con risoluzione che identifica la solidarietà come uno dei valori fondamentali e universali che dovrebbero essere alla base delle relazioni tra i popoli. A seguito della pandemia, è cresciuta l’emergenza povertà e solitudine. L’Onu ha contato più di cinque milioni di senzatetto nei Paesi industrializzati. In Italia si nutrono alle mense della Caritas o in altri centri d’assistenza e dormono per strada, nelle stazioni o nei depositi di sfasciacarrozze. È gente che non ha diritti ed è vittima del vandalismo e del freddo. Un ruolo importante nell’educare alla solidarietà è svolto sicuramente dalla scuola che deve agire nell’eliminare quei preconcetti e falsi atteggiamenti che ci fanno ritenere certe persone diverse perché l’emarginazione e l’esclusione non fanno altro che aggravare le loro condizioni di disagio. Ecco perché Fondazione Città Solidale ha deciso di realizzare un momento di sensibilizzazione sul territorio, partendo proprio dalla scuola. Nei giorni scorsi, al Liceo Artistico De Nobili di Catanzaro, il dirigente scolastico Angelo Gagliardi, con il progetto PON- Rispettiamo Le Diversità, ha lanciato il messaggio di una scuola aperta che fa della diversità un punto di forza. Le docenti Roberta Orsini ed Elena Maida hanno accolto la referente del settore “adulti in difficoltà ed estrema povertà” Gesuita Pugliese per affrontare il tema delle diversità e della povertà. È stato spiegato ai ragazzi quanto le diversità fisiche, materiali, culturali ed economiche inficiano i rapporti sociali e la società stessa; poi si è passati al tema della solidarietà umana e alla descrizione delle azioni che la Fondazione esplica sul territorio. È emerso come la solidarietà possa essere un’arma veramente straordinaria in grado di unire le persone e colmare le distanze che rendono difficile il progresso umano. Sicuramente qualche passo è stato compiuto e molto è stato fatto a livello internazionale sia dai governi locali che dalle associazioni umanitarie, ma non possiamo ancora affermare che gli obiettivi della Dichiarazione siano stati effettivamente raggiunti perché persistono enormi e gravi disparità tra i singoli Paesi e all’interno degli stessi. Nel mondo di oggi, infatti, le disuguaglianze sociali non sempre possono contare su programmi umanitari e affidarsi alle azioni solidali di quella parte della società più fortunata in termini di progresso economico. Occorre uno sforzo collettivo della politica mondiale, ma prima è fondamentale che si radichi all’interno della società il valore più bello del vivere civile: la solidarietà umana tra gli uomini, tutti gli uomini. Il 20 dicembre in occasione della ricorrenza della Giornata della Solidarietà è stata organizzata la “Partita della solidarietà” presso Catanzaro U.S.D. pro calcio, grazie alla collaborazione e alla disponibilità del presidente Pezzano. Una giornata all’insegna delle emozioni e della vicinanza tra i più fragili. «Questo per lanciare il messaggio – si legge in una nota di Fondazione Città Solidale – che sia opportuno che la solidarietà parta anche da ognuno di noi, che diventi parte del nostro vivere e che, soprattutto, ci spinga a riconoscere le ingiustizie che vivono le categorie più a rischio come i poveri, i malati, i bambini e gli anziani. È indispensabile, quindi, sollecitare gli uomini ad essere più generosi ed empatici affinché le problematiche degli altri non siano solo degli altri, ma siano interpretate come uno svantaggio, un limite e un danno dell’intera comunità perché gli altri siamo noi. Cinque giorni al Natale, festività in cui ci auguriamo di poter diffondere un nostro reportage sulla povertà in Città con l’augurio più sincero e più caro per tutti di poter vivere in un contesto di serenità senza lo spettro della fame, senza la paura di non avere un tetto sotto il quale vivere, senza tutte quelle ingiuste e disumani problematiche che troppo spesso scalfiscono l’umana dignità delle persone. A Natale “impacchettiamo” il valore della solidarietà e poniamolo sotto al nostro albero insieme agli altri doni. E regaliamolo a chi amiamo. E poi raccontiamogli quanto ci rende migliore un cuore solidale».

Carmela Commodaro

Condividi questa notizia su:
RSS
Follow by Email
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
YouTube
LinkedIn
Share
Instagram
Indietro