In una chiesa gremita di fedeli venuti anche dai paesi limitrofi, il parroco don Roberto Corapi ha presieduto l’eucarestia insieme a don Andrea Gasparro, sacerdote di Amaroni che presta servizio a Serra San Bruno.
Nel corso della sua omelia don Roberto ha evidenziato il ruolo del cristiano, anzi la vocazione di ogni cristiano alla santità. Dopo aver illustrato la vita di Santa Lucia vergine martire, il sacerdote si è soffermato sulla santità e sulla vita di ogni cristiano ad essere luce per gli altri.
“Abbiamo bisogno di cristiani – ha rimarcato – che danno una testimonianza di amore, in una società oggi presa sempre di più dal relativismo e dall’indifferentismo: vogliamo risplendere come gli astri nel cielo attraverso una vita santa. Santa Lucia stasera vuole darci un messaggio di speranza in un mondo disperato in questa società dell’ipermercato dove si vive purtroppo un cattolicesimo convenzionale fatto di riti e di tradizioni, ma dive manca l’amore per il Signore. Tutto questo è esteriorità. Dobbiamo curare l’interiorità, la nostra spiritualità, vivendo una vita unita a Cristo”.
Don Roberto ha pregato, nel corso della celebrazione eucaristica, per tutti gli ammalati della comunità e per i giovani, generazione incredula.
Al termine della celebrazione eucaristica molto sentita, con parole forti che risvegliano la fede e che risvegliano le coscienze don Roberto ha dato il via alla manifestazione civile del ballo del ciuccio cosiddetto Bagagghiadu e da zia Rachela, che va avanti ormai da anni.
“Dobbiamo – ha aggiunto don Roberto – ringraziare di vero cuore il sindaco che insieme a me ha voluto fortemente questa manifestazione, riscoprendo quest’antica tradizione, il comandante dei vigili urbani De Giorgio, l’architetto Paolo Scicchitano, tutti i miei collaboratori del comitato festa, grande squadra che aiuta me nella vita della parrocchia, i volontari della protezione civile e tutti i presenti che hanno collaborato per la riuscita della festa, i Carabinieri della compagnia di Girifalco”. Nell’anfiteatro si è svolta questa manifestazione civile tradizionale, molto suggestiva e molto partecipata attraverso cui si è riscoperta la voglia di stare insieme, il vivere davvero le tradizioni che sono il risveglio della fede.
Don Roberto ha anche detto che “quando muoiono le tradizioni muore un popolo”.
Carmela Commodaro

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