CATANZARO, – “Questa indagine è la sintesi di ciò che diciamo da anni: la ‘ndrangheta spara di meno però corrompe sempre di più, ha rapporti con il mondo dell’imprenditoria e politica. Dimostra appieno il rapporto diretto tra ‘ndrangheta, politica ed economia, con la consapevolezza che l’interlocutore è espressione della criminalità”. A dirlo il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri commentando l’esito dell’inchiesta “Basso profilo”. “La sintesi – ha aggiunto – è che l’imprenditore Gallo, uomo molto eclettico ed un filo spregiudicato, ha contatti con uomini delle forze dell’ordine, della politica, con la ‘ndrangheta di tutto il crotonese e attraverso questi contatti riesce ad allargare sempre più e in modo smisurato queste sue attività imprenditoriali. Nelle perquisizioni abbiamo trovato milioni in contanti, orologi di lusso, auto, e parliamo di un imprenditore medio piccolo. Questa voglia ingrandirsi lo porta fino a Reggio Calabria a rivolgersi ai De Stefano-Tegano per organizzare la campagna elettorale di Franco Talarico, lo porta a salire a Roma per cercare di ottenere appalti di livello nazionale e organizza, attraverso Talarico, un incontro con Cesa. Talarico sapeva perfettamente che Gallo andava a rivolgersi alle cosche di Reggio. Cesa e Talarico erano nello stesso partito e quindi, per ricambiare l’interesse per le elezioni politiche, ha organizzato il pranzo””. In merito al coinvolgimento dei professionisti, Gratteri ha affermato che “fa un po’ impressione vedere il mondo delle professioni al servizio di faccendieri ed in questo caso di ‘ndranghetisti. Il limite quale è? Fino a dove si spingerà il mondo delle professioni ad essere a servizio della ‘ndrangheta? E’ questa la nuova frontiera che ormai da 4 anni, da quando sono a Catanzaro, stiamo cercando di dimostrare. Ogni indagine avanziamo di un pezzo, facciamo un nuovo step, entriamo sempre più nei quadri della pubblica amministrazione, della classe dirigente, della classe borghese, aristocratica, dotta e scopriamo pezzi di mondi marci e questo è desolante. Non stiamo parlando di stato di necessità ma di ingordigia”. (ANSA).

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