«Siamo impegnati al massimo per risolvere i problemi della clinica Sant’Anna, che è un polo di eccellenza cardiochirurgico nazionale e che consente ogni anno a centinaia di calabresi di poter godere di cure complesse, senza bisogno di emigrare verso altre regioni».È quanto afferma il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, al termine dell’incontro con i vertici del Consiglio d’amministrazione della fondazione catanzarese, incontrati oggi nella sede della Cittadella regionale. «INTERESSERÒ COMMISSARIO E PREFETTO» «Avevo ricevuto sollecitazioni da parte dei consiglieri regionali del territorio, ma conoscevo il prestigio e la qualità di questa struttura. Si tratta – spiega ancora Spirlì – di un centro cardiovascolare e di terapia intensiva d’eccellenza, a prescindere da situazioni che dovranno essere messe in chiaro quanto prima da altre autorità. Quello che a me importa è che si ascoltino le voci di chi, in questo momento, corre il rischio di dover chiudere un importante centro di riferimento, peraltro dotato di convenzione».«Ho acquisito le istanze del cda e le riporterò al più presto al commissario della Sanità, al direttore generale del dipartimento Salute e al prefetto di Catanzaro. Mi auguro che questa strana e complessa vicenda trovi al più presto una soluzione. Certo è che – continua il presidente – non mi sarei mai perdonato un silenzio istituzionale che non è nel mio costume e che ritengo inammissibile quando di mezzo c’è la salute e la vita non solo di pazienti, ma anche di lavoratori».«I lavoratori della sanità – siano essi medici, tecnici, infermieri, oss, addetti alle pulizie o alla distribuzione del vitto – mi stanno tutti molto a cuore. Il clima natalizio non c’entra: sono convinto che l’istituzione debba sempre saper ascoltare e attivarsi affinché un problema si possa risolvere, senza nasconderlo come la polvere sotto al tappeto. Non funziona così, non qui, non per me».«Il presidente Spirlì – ha sottolineato durante l’incontro il presidente del cda del San’Anna, Gianni Parisi – è stato l’unico attore istituzionale ad ascoltare le nostre richieste. Non possiamo garantire la tredicesima ai nostri dipendenti né ulteriori ricoveri, considerato che abbiamo circa 30 milioni di crediti non pagati e che, senza contratto di servizio, nessuna somma ci sarà corrisposta».Il vertice si è concluso con il reciproco impegno a costruire un tavolo permanente che possa affrontare e risolvere al più presto le criticità della clinica catanzarese.

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