Sono soddisfatti e fieri di essere stati protagonisti in una vetrina di assoluto prestigio, i giovani professionisti di Officina Orafa di Cardinale (Cz), nei giorni scorsi ospiti del progetto dedicato all’innovazione “Start up & Carats” di Vicenzaoro, il salone espositivo più importante al mondo del comparto orafo e jewellery, con 1500 brand espositori e oltre 35mila presenze.
Officina Orafa è stata l’unica realtà imprenditoriale del Sud, tra le cinque presenti e selezionate da Italian Exhibition Group, ente organizzatore della fiera, fra le start up e Pmi più dinamiche dell’era tecnologica e digitale che si sono recentemente affacciate sul mercato, per dare visibilità ai nuovi business model in un’ottica di evoluzione e di sviluppo.
È un riconoscimento autorevolissimo per Officina Orafa essere stata scelta per far parte di un progetto che, seguendo le linee strategiche definite dall’Ice (Istituto per il Commercio Estero) con il suo diretto coinvolgimento, punta anche all’internazionalizzazione all’insegna di tre parole d’ordine: contaminazione, innovazione e creatività.
Un’opportunità per i professionisti dalla Pmi calabrese per incontrare buyer in cerca di nuove collezioni e crescere nel confronto con altri attori della filiera orafa e incubatori internazionali di imprese.
Lusinghiero il riscontro delle visite di rappresentanti istituzionali e dell’attenzione dedicata dalla stampa specializzata ad Officina Orafa.
A partire del presidente dell’Ice, Carlo Maria Ferro, al direttore generale di Federpreziosi, Steven Tranquilli che sulla sua pagina Facebook con riferimento ai giovani professionisti ha scritto «ascoltare la loro storia, la loro creatività, la loro progettualità e vedere come si sono concretizzate mi ha sinceramente emozionato. Quattro capitani coraggiosi che producono interamente la loro già ampia collezione in terra di Calabria, nel Catanzarese, a Cardinale, sono ospiti del progetto “Start up and Carats”, iniziativa di Vicenzaoro, che assieme all’Ice ha premiato cinque start up che alla tradizione orafa affiancano rinnovate tecniche progettuali e costruttive».
A rappresentare Officina Orafa in fiera c’erano Nicola Macrì, Francesco Rotiroti, Maria Stella Posca e Paola Cunsolo. Simona Staglianò è rimasta in Calabria.
«Essere ospiti di Vicenzaoro ci ha consentito di confrontarci in un mercato molto competitivo e di proiettarci verso rapporti commerciali in termini di vendita e di distribuzione, sia all’Italia che all’estero. Ci ha consentito di essere inseriti nel database dell’Ice per la partecipazione ad altre importanti manifestazioni fieristiche di settore. Particolare apprezzamento è stato espresso, ancora, per l’originalità delle nostre collezioni» ha commentato il maestro orafo Nicola Macrì, responsabile della produzione della società.
«L’esperienza a Vicenzaoro ci ha fortificato e unito ancor più come team. Ci ha consentito di confrontarci con addetti ai lavori su ampia scala e di avere riscontro del valore di ciò che facciamo in un contesto internazionale. È l’inizio del rafforzamento del nostro brand e del dialogo aperto con l’Ice. Abbiamo ricevuto l’invito a portare le nostre creazioni a Dubai e Las Vegas» ha raccontato Francesco Rotiroti, architetto designer, responsabile del reparto di progettazione e prototipazione di Officina Orafa.
Nel corso della permanenza in fiera, i componenti di Officina Orafa hanno dato ancora il loro supporto, in termini di riscontro di strategie d’impresa, ad alcuni giovani tra i vincitori dell’hackathon “The Gold Run”, la competizione realizzata da Italian Exhibition Group in collaborazione con l’Università di Padova e aperta a 60 mila studenti e ricercatori, volta a immaginare nuovi modi di indossare e confezionare i gioielli, grazie a tecnologie produttive all’avanguardia e packaging inediti.

Indietro