Sembra che la preoccupazione di una certa sinistra sia quella di “catalogare” le forze dell’ordine, proponendo addirittura un codice identificativo sui caschi in possesso agli agenti.

Si vedono le pagliuzze e si ignorano le travi.

Il Movimento  Politico   Liberi e Uguali torna – dunque – alla carica e mette nel mirino poliziotti, finanzieri, militari e carabinieri  ritenendo – pertanto che  l’urgenza e la necessità primaria sia quella di catalogare i poliziotti!

Secondo Ettore Allotta si è davvero al limite del grottesco!

Si pensi invece a schedare e catalogare i criminali in maniera piu’ efficiente.-

Sulla questione, lo stesso Allotta osserva che sono tanti i problemi che affliggono il nostro territorio, che si trova in apprensione e in costante inquietudine per via del terrorismo e la recrudescenza di una  CRIMINALITA’PREPOTENTE E AGGRESSIVA, oltre a combriccole senza scrupolo di criminali sia stranieri che italiani.

E in tutto questo quadro problematico e pericoloso il deputato Nicola  Fratoianni (liberi e Uguali), con una proposta di legge assegnata la scorsa settimana alla prima commissione  della  Camera il cui  titolo è  chiaro: “Disposizioni in materia di identificazione delle forze di  polizia in servizio di ordine pubblico”. punta alla codificazione dei caschi per gli agenti di polizia.

Allotta Ettore,Segretario Generale Provinciale Polizia Nuova Forza Democrati,TUONA e sostiene che si è davvero alla follia pura: identificare chi indossa una divisa e non chi indossa un  passamontagna o una mazza come se il pericolo fosse rappresentato proprio da chi giornalmente difende i diritti dei cittadini rischiando la propria vita sa davvero di bizzarro, goffo e paradossale!

Sconcertante: come dire se in un cesto di mele  c’è una mela marcia togliamo le sane – piuttosto – tuona ancora Ettore Allotta – bisogna avere,  invece, deferenza e riguardo verso chi porta una divisa e  rischia la vita invece di considerare più pericoloso  il poliziotto del manifestante che lancia bombe molotov!

Allotta Ettore  rimarca con forza che chi dovrebbe dolersi della violenza subita sono proprio gli uomini e donne in divisa – che operano con abnegazione e sacrificio per conto dello Stato e che spessissimo vengono lasciati soli dallo Stato stesso.

Quindi insisto – ribadisce Ettore Allotta –  con forza: No ai codici identificativi  sui caschi delle Forze di Polizia!

Sarebbe molto più sensata una inversione di rotta con l’ installazione di videocamere sulle divise o anche in dotazione alle autovetture delle forze dell’ordine e nelle celle di sicurezza, sotto il controllo e la direzione del garante della privacy, con adozione di un rigido regolamento, per filmare quanto accade durante il servizio, nelle manifestazioni, in piazza e negli stadi e – soprattutto – è necessaria una regolamentazione per i manifestanti che preveda il divieto assoluto di coprirsi e rendersi irriconoscibili.

Non dimentichiamo che colui che va a manifestare rendendosi NON IDENTIFICABILE usando un casco o un passamontagna non è un manifestante ma un delinquente che già nel modo di presentarsi rivela idee e intenzioni bellicose e non pacifiche!

Le telecamere sono un fondamentale espediente per la ricerca della verità assoluta che permettono di incastrare un presunto abuso commesso da chiunque e consentirebbero di far luce sin da subito su casi particolari e/o sconcertanti come è accaduto per il caso Cucchi giusto per fare un esempio recente.

E in taluni casi sarebbero di vitale importanza le pistole taser che potrebbero permettere agli agenti di sedare una rissa o fermare qualche esagitato in tempi rapidissimi prima che questi commetta gravi crimini e senza dover usare le pistole d’ordinanza che ogni volta che vengono usate dai poliziotti sollevano un vespaio di critiche sulla necessità o meno di averla utilizzata. Lo Stato e quindi la politica tutta dovrebbe pensare a proteggere chi protegge i cittadini e chi protegge i politici stessi e i ministri. Quindi appunto le Forze dell’Ordine con i loro agenti di scorta, con i loro agenti di polizia e carabinieri. Perché sono loro a rischiare la vita per i cittadini, i politici e le autorità tutte. A volte sembra che si dimentichi che se i vari parlamentari e/o ministri, presidenti e altre autorità possono andare in giro, presenziare a convegni o svolgere il loro lavoro di governanti con estrema tranquillità lo devono soprattutto alle Forze dell’Ordine tutte e questo – sostiene Allotta – non può e non deve passare in secondo piano. Mai!!!

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