L’apprendimento della lingua italiana è un requisito imprescindibile per integrarsi nel nostro Paese. Lo sanno bene le associazioni che, ciascuna con le proprie peculiarità, si spendono per rendere l’italiano fruibile a gruppi di immigrati che, per lavoro, hanno necessità di imparare. Ma conoscere la lingua, anche a livello base, è un modo per uscire dall’isolamento in cui soprattutto le donne nordafricane sono spesso relegate: e per avere contezza del loro numero e della loro operatività, il Centro Servizi al Volontariato della provincia di Catanzaro, sede prescelta per la maggior parte dei corsi, ha promosso un incontro di natura conoscitiva tra i volontari che, secondo la propria disponibilità, si impegnano a fare da docenti. L’incontro di mercoledì pomeriggio, coordinato da Gemma Coglitore dello staff del CSV di Catanzaro, aveva la finalità, dunque, di stimolare la conoscenza reciproca tra i volontari e di avviare una sorta di “rete informale” tra le associazioni, indirizzata ad ampliare l’offerta formativa per i discenti. Come hanno avuto modo di chiarire gli stessi intervenuti, infatti, non tutti i partecipanti ai corsi (per la maggior parte donne) vantano lo stesso livello di preparazione e seguono con uguale assiduità, per cui risulta ardua la gestione dei vari appuntamenti settimanali. Per i volontari di “Multicolore” e di “Dar Assalam” – ai quali, pur non presenziando al primo incontro, hanno espresso unità di intenti le associazioni “Penny Wirton”, “Meet Project” ed il “Centro Calabrese di Solidarietà” – dar vita ad un coordinamento, soprattutto a livello di programma, è un punto fermo. Soprattutto per offrire agli immigrati più possibilità di apprendimento ed azzerare la discontinuità nella partecipazione.

Indietro