Si è concluso con un forte invito alla ribellione morale e alla disobbedienza l’intervento di Don Pino Demasi, Referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro, ai 70 studenti universitari del Laboratorio di Pedagogia della R-Esistenza che ieri, lunedì 18 dicembre, hanno visitato i luoghi della resistenza antimafia nella Piana di Gioia Tauro: «In Calabria è tempo di disobbedienza al potere mafioso. Dobbiamo restare nella nostra terra, scegliendo di farci fin in fondo Stato». Il presule reggino ha parlato esplicitamente di lotta di liberazione dalla dittatura mafiosa: «Dove non c’è tutela dei diritti, ci sono le mafie», e ha chiesto ai giovani dell’Università della Calabria di farsi partigiani della Nuova Resistenza contro la criminalità organizzata: «Dobbiamo sottrarre il consenso ai clan, mettendo in discussione il volto attuale delle mafie che è la corruzione. Il cambiamento è possibile e a Polistena lo stiamo dimostrando. E’ arrivato il momento di scegliere da che parte stare». Il 19° laboratorio esterno del progetto scientifico-didattico Pedagogia della R-Esistenza, giunto al suo settimo anno di attività, si è aperto con la visita alla sede della Valle del Marro-Libera Terra e ai terrenti confiscati ai Mammoliti in località Castellace di Oppido Mamertina, per poi chiudersi con la lezione di Don Demasi al Centro Polifunzionale Puglisi in piazza Valarioti, a Polistena. Alla fine della giornata, Giancarlo Costabile, Responsabile del Laboratorio di Pedagogia della R-Esistenza, e Michele Inserra, giornalista del Quotidiano del Sud, si sono iscritti al Presidio di Libera nella Piana di Gioia Tauro, testimoniando in tal modo la loro vicinanza politica e umana agli attivisti reggini del Movimento di Don Luigi Ciotti.

 

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