Alla luce di quello che sta accadendo in Afghanistan, dove è in atto una vera e propria emergenza umanitaria, nell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace si sta cercando di dare risposte concrete ed efficaci in fatto di accoglienza. Come specificato in un documento firmato dal direttore della Caritas Italiana, di chi arriverà attraverso le evacuazioni o, in futuro, attraverso la rotta balcanica o via mare, non potrà essere lasciata alla buona volontà delle centinaia di persone che stanno chiedendo di ospitare afghani, ma sarà gestita dal Ministero dell’Interno, il quale ha già dato rassicurazioni sul fatto che i sistemi SAI e CAS possono sopperire all’esigenza di posti di accoglienza. L’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, sensibile al dramma che sta vivendo il popolo afghano, e in direzione di un’attenzione sempre costante agli ultimi che l’arcivescovo monsignor Vincenzo Bertolone porta avanti dall’inizio del suo mandato, si sta preparando all’accoglienza concreta e fattiva di persone in arrivo nella nostra terra in cerca di protezione. La diocesi aprirà le porte ad intere famiglie, con particolare attenzione alle categorie più fragili, bambini e donne. Il vicario generale indirizzerà una lettera a tutti i parroci per chiedere loro di segnalare case canoniche vuote o appartamenti non utilizzati, anche in uso a privati, ed anche se ci sono famiglie disponibili ad accogliere piccoli nuclei familiari o anche solo mamma e bambini. Non sarà un’accoglienza gestita in maniera estemporanea ed improvvisata, ma coordinata da una realtà ecclesiale che nella diocesi ha fatto dell’accoglienza le fondamenta del proprio servizio, cioè la Fondazione Città Solidale onlus, che gestisce attività e servizi per conto dell’arcidiocesi ed in stretta collaborazione con la Caritas Diocesana e l’Ufficio Migrantes. Città Solidale metterà a disposizione anche le strutture SAI da essa gestite e già attive nella Provincia (nei comuni di Gasperina, Catanzaro, Squillace, San Sostene, Girifalco, Satriano) ed anche quelle che saranno a breve avviate (nei comuni di Tiriolo, Settingiano e Davoli), in linea con quanto indicato dal Ministero dell’Interno. La Migrantes Diocesana continuerà a dare il suo contributo anche in questo percorso e segnalerà all’ufficio Migrantes Nazionale della CEI la disponibilità e l’impegno della diocesi a collaborare e mettere in atto le linee guida che saranno impartite dal Ministero dell’Interno, della Caritas Italiana e dalla stessa Migrantes Nazionale. Città Solidale, inoltre, impegnata anche nell’ambito della formazione ed informazione, svilupperà un’azione sinergica di sensibilizzazione sul territorio, coinvolgendo parrocchie, scuole, associazioni, affinché le azioni di intervento e risposta siano frutto di un lavoro di rete mirato ed efficace, sempre nel rispetto degli orientamenti che saranno dati dalle istituzioni preposte.

Carmela Commodaro

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