Con una solenne cerimonia presieduta dal parroco don Roberto Corapi sono state ripristinate ad Amaroni le antiche icone di via Schioppo. Erano presenti, tra gli altri, il sindaco Gino Ruggiero, la restauratrice Sonia Lanzellotti e l’architetto Barbara De Giorgio, che ha guidato i lavori di ristrutturazione. Durante la benedizione, il parroco ha riferito che «il tutto è partito dalla festa di Santa Lucia e di Santa Barbara, a dicembre scorso: insieme al comitato è nata questa brillante idea di restaurare con le offerte della festa le icone ormai deteriorate dal tempo». È da qui subito don Roberto ha coinvolto la restauratrice amaronese Sonia Lanzellotti che lavora a Roma e che si è trovata per la prima volta nella storia amaronese coinvolta in quest’opera voluta fortemente dallo stesso don Roberto. Le sacre immagini restaurate sono quella di Santa Barbara, patrona di Amaroni, la Madonna del Carmine, tanto cara al sacerdote, e Santa Lucia. «Dobbiamo amare il luogo dove Dio ti manda – ha proseguito don Roberto – per amare il popolo affidato nella cura delle anime. Questo restauro vuole essere il segno per tutti noi di amore verso le antiche tradizioni, valorizzando e abbellendo i luoghi sacri. Tutto diventa pezzo di cielo se lo viviamo intensamente e ci impegniamo a rendere bella ogni cosa come questo luogo di preghiera. Ogni passante possa trovare il ristoro dell’anima e del corpo mentre si trova a sostare qui». Il sindaco Ruggiero ha espresso parole di elogio verso il parroco che si impegna per il bene della comunità. Poi i ricordi del cuore, parlando del luogo tanto caro ai suoi bisnonni. La Lanzellotti ha raccontato le giornate di lavoro da Roma ad Amaroni e le telefonate-consiglio con don Roberto. «Lo ringrazio davvero molto – ha affermato la restauratrice – perché mi ha dato questa possibilità e tanta fiducia. Voglio dedicare questo mio lavoro di restauro a mio padre che ci guarda dal cielo». Anche l’architetto De Giorgio ha raccontato l’esperienza di guida nei lavori di ripristino. Al termine, don Roberto ha ringraziato la comunità amaronese, il sindaco e l’amministrazione comunale per il contributo che hanno dato, l’architetto De Giorgio, le ditte Bova Costruzioni e Gregorio Conte Costruzioni per la fornitura di attrezzature e mezzi, gli operai Giovanni Bova, Salvatore Caccamo, Antonio Conte, Salvatore Conte, Franco Giampà, Pietro Olivadoti, Salvatore Pungitore, Domenico Sestito, Beniamino Sorrentino, Fabrizio Todaro e, naturalmente la restauratrice Lanzellotti. Citando don Tonino Bello, il parroco ha detto che «solo se avremo servito, potremo parlare e saremo creduti. L’unica porta che ci introduce oggi nella casa della credibilità è la porta del servizio. Conta più un gesto di servizio e di carità che tutte le prediche e le omelie».

Carmela Commodaro

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