Nell’attesa di conoscere l’esito della riunione che si è svolta nel giorni scorsi in Prefettura, e quindi di conoscere le misure intraprese al termine del Comitato per la sicurezza pubblica sulla ‘questione Scordovillo’, riteniamo opportuno ritornare sulla necessità di aprire un confronto concreto con le istituzioni, le forze politiche e sociali. Quello che serve in questo momento non è un presidio di sorveglianza permanente dell’area né tanto meno invocare la mano militare con la presenza dell’esercito. Mai come in questo momento è fondamentale strutturare azioni immediate e incisive in risposta alla marginalità e alla mancata integrazione delle famiglie di etnia rom, soprattutto a tutela dei bambini”. E’ quanto si legge in una nota della segreteria generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo. “Non basta parlare di ruspe e di bonifiche, di spostamenti degli abitanti del campo in altre zone visto che un trasferimento delle famiglie comporterebbe solo un pericoloso spostamento per quello che viene definito problema atavico di Scordovillo – prosegue la nota della segreteria della Cgil Area Vasta -. Le istituzioni e le forze politiche devono assumersi la responsabilità ci costruire un percorso realmente alternativo alle parole che ad oggi non hanno saputo realizzare una ‘visione’ per il futuro della ‘realtà Scordovillo’. Quello che suggeriamo, come abbiamo già fatto nel corso di un primo incontro in Comune con i commissari prefettizi, è di cogliere l’occasione dell’inserimento della città di Lamezia Terme nello “Spazio Generazione 2021” con sei progetti pilota finanziati dallo Stato per la rigenerazione urbana, in particolare per la riqualificazione dei centri storici e delle periferie e per la realizzazione di nuove unità per il social housing, l’edilizia residenziale. Il progetto definitivo prevede un importo complessivo di  98.887.005,59 di euro una cifra davvero consistente che sarà utilizzata nei tre ex Comuni di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia”. “Non si può prescindere da Scordovillo – conclude la nota della Cgil Area Vasta – nella visione di un intervento complessivo che, toccando tutti i punti nevralgici della città, vuole cambiare il volto di Lamezia e la sua capacità di aggregazione e socializzazione. Se non ora, quando?”.

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