Un confronto a più voci sul monachesimo, uno dei fenomeni storico-culturali che hanno maggiormente caratterizzato e influenzato la nostra regione. E’ questo il prossimo appuntamento con il progetto “Transumanza. Medioevo e ruralità”, promosso dall’Associazione Eos sud con il sostegno della Regione Calabria, che nel suo itinerario dalla Sila allo Ionio, tornerà domani martedì 20 luglio a Catanzaro – alle ore 17.30 presso il Complesso San Giovanni – per proporre un dibattito sul tema “Monachesimo in Calabria. Da solitudine rocciosa a vita dei feudatari”. La nostra regione era la “prediletta” ad accogliere monaci provenienti dall’Oriente, poiché si parlava già il greco ed era un’area montuosa e, quindi, ricca di luoghi in cui edificare monasteri. Questo fenomeno sarà analizzato tenendo conto della diverse epoche e modalità di sviluppo, partendo dalle prime esperienze eremitiche, con un focus del prof. Francesco A. Cuteri dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro sui monasteri della Calabria mediobizantina. Ai monaci è anche legata una intensa attività artistica e letteraria che ha lasciato capolavori disseminati nelle chiesette dei nostri piccoli borghi e nei musei, tra cui spicca un’opera letteraria unica al mondo: il Codex Purpureus Rossanensis. Su questo punto interverrà Cecilia Perri, vicedirettrice del Museo Diocesano e del Codex di Rossano. Sottolineando il ruolo determinante che i monaci ebbero nello sviluppo della civiltà occidentale e l’enorme influenza che avrebbero esercitato sul mondo esterno, Sarah Procopio – dottoranda in storia medievale presso l’Università di Paris 8 Vincennes-Saint Denis – si soffermerà sull’evoluzione del monastero come vero e proprio centro propulsore delle attività economiche.

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