Il nome della Madonna del Carmelo (o Carmine, “Regina decor Carmeli”) trae origine dal monte Carmelo, in Palestina. La diffusione dei carmelitani in Europa avvenne ad opera dei reduci crociati. Il culto della Madonna del Carmelo si diffuse assieme all’attività dei carmelitani con la predica e lo zelo apostolico. Nacquero numerose chiese intitolate alla Madonna del Carmelo o del Carmine. Una  delle più antiche  è quella trecentesca di Santa Maria del Carmine, a Napoli, chiamata dai napoletani “Madonna bruna”, probabilmente per la veneratissima icona dal colore scuro. In una delle cappelle si trova un dipinto di Mattia Preti che rappresenta la Vergine che dà lo scapolare a San Simone Stock. Nel 1726 Benedetto XII introdusse nella chiesa la celebrazione della festa nella data del 16 luglio. Anche a Squillace l’intenso culto si propagò: qui nacque per opera della principessa Dianora Carafa Borgia il monastero di Santa Maria Maddalena dove è documentato il culto alla carmelitana Santa Maria Maddalena dei Pazzi. La prima notizia storica del culto per la Madonna del Carmelo a Squillace risale ai primi decenni del Seicento, quando è stata eretta nella cattedrale, con il consenso del vescovo Fabrizio Sirleto, una “cappella di Santa Maria di Monte Carmelo”, giuspatronato della famiglia Berlingeri (Squillace-Borgia). Dal 1646 risulta che la famiglia Berlingeri presenta come rettore beneficiario della cappella il chierico Francesco Chillà. Da un documento del 1661 vi era una “chiesa e confraternite maschili e femminili di Santa Maria di Monte Chillà”; procuratore era il signor Antonio Chillà. Non sappiamo quali danni arrecò il terremoto del 1783 a questa chiesa, anche se è documentato che una “nuova chiesa sotto il titolo della Beata Vergine del Carmelo” era in costruzione a spese della confraternita e dei devoti, nel 1791, con l’autorizzazione del re Ferdinando. La parrocchia del Carmine era anticamente ubicata nella parte alta della città adiacente al castello. In seguito al terremoto del 1783 la sede della parrocchia fu trasferita nell’odierna chiesa già sede della confraternita del Carmine. La devozione alla Madonna del Carmine a Squillace fu sempre molto partecipata, la sua festa veniva celebrata in cattedrale forse in ricordo dell’antica cappella che vi esisteva, con la partecipazione dei vescovi. L’ex presidente della Regione Guido Rhodio, in occasione dell’insediamento a Squillace di una comunità di suore carmelitane, ha voluto sottolineare «il plurisecolare attaccamento al carisma e alla devozione del Carmelo, risalente al sedicesimo secolo, con l’antichissima congrega e tramandata dalla famiglia Chillà». La custodia dell’attuale statua dal 1918 è collocata nella parrocchia di San Pietro Apostolo; prima di questa data era custodita presso la famiglia Chillà, perché “la statua lignea della Madonna del Carmelo” era tra i beni ereditati da Giovanni Agazio Chillà (1696-1767). La speranza è che, dopo la pandemia, tutto (festa, riti, tradizioni) torni all’antico splendore.

Carmela Commodaro

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