04/08/2021

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Divise malate in uno Stato malato

Uomini in divisa: riforme, cambiamenti radicali e tanto altro ancora.

 La segreteria Provinciale del sindacato P.N.F.D. della Polizia di Stato  guidata da Ettore Allotta esprime tutte le proprie perplessità. “ da oltre 30 nessuno vuole vedere o finge di non vedere o non vuol sapere” Ma indubbiamente – continua Ettore Allotta – vi è una stretta correlazione tra i suicidi nelle forze dell’ordine e le difficoltà che incontrano gli agenti nel loro periodo lavorativo! Si sta parlando di ambienti di lavoro inadeguati, regole esistenti ma difficili da far rispettare. Convivere con lo stress continuo,  pressioni indicibili, carenze strutturali e materiali-E ancora, totale assenza di controlli a livello psicologico e psichiatrici costanti su persone che al momento dell’arruolamento si trovavano in perfette condizioni psico-fisiche. In oltre 30 anni – si chiede Allotta – quanti certificati sono stati redatti, quante visite periodiche sono state effettuate d’Ufficio e quante divise sono state messe in pensione per l’evidente malattia psicologica maturata a causa dell’inidoneo ambiente di lavoro, dalle carenze strutturali ed assistenziali, quindi, da causa di servizio? Ve lo diciamo noi, “ZERO”…Perché è preferibile nascondere invece che curare! Perché curare costa! Assistere le divise ha un costo non indifferente. Garantire alle divise un supporto psicologico e psichiatrico genera costi non indifferenti. Quindi meglio assistere i delinquenti che ti danno anche tanta visibilità, ti fanno percepire finanziamenti per progetti a dedicati al loro rientro nella Società. Parliamoci chiaro: l’assistenza è dovuta anche ai detenuti ma se è assicurata solo a loro siamo sempre sul solito discorso che non ci si trova in un paese democratico. Purtroppo ben si sa che le gravi problematiche legate al sovraffollamento degli Istituti Penitenziari fanno acquisire visibilità e finanche accrescimento di voti in senso elettorale. Si sente sempre parlare di personale insufficiente, carenze strutturali, istituti deficitari ma poi nella realtà non vengono costruiti nuove carceri non vengono assunti nuovi agenti e tutto muore nell’ipocrisia generale e lo stesso semplice cittadino, comincia a capire quale immensa pressione psicologica e in quali gravissime condizioni debbano operare le divise in prima linea. Tutto ciò è stato sempre denunciato dalle OO.SS. ma le stesse denunce sono state perennemente inascoltate dallo Stato. A ciò aggiungasi anche l’aspetto economico e le ore di straordinario pagate in misera parte, pagate in paradossale ritardo e soprattutto pagate con pochi euro che costringono gli agenti a fare dei veri salti mortali per tirare avanti e mantenere la propria famiglia in un momento economico in cui tutto sta aumentando. Stipendi risibili se rapportati ai pubblici impieghi. E risibili soprattutto se rapportati al rischio che gli agenti di Polizia corrono giornalmente. Lo Stato dimentica i sacrifici immensi degli Agenti di Polizia che a volte sono anche costretti a spostarsi in altri centri urbani rinunciando ai propri affetti famigliari. Lo Stato dimentica i rischi quotidiani da parte degli agenti in prima linea che in taluni casi portano alla morte dell’operatore di polizia” Per l’evidente squilibrio e le immani sofferenze urge, dunque, istituire in maniera repentina il “garante delle divise” e monitorare, anonimamente e nel rispetto della privacy, continuamente psicologicamente tutte le divise, Il Sindacato Polizia Nuova Forza Democratica è solidale come sempre con tutte le divise perché lavorare ed operare in queste atroci condizioni è umanamente impossibile e può portare a conseguenze disastrose. Invece di criminalizzare e perseguire le divise in prima linea si cominci a farlo partendo dall’alto nei confronti del Vertici che sono tutti inottemperanti in piena scienza e coscienza e che costringono, chi è in prima linea, a subìre tutto questo orrore sia sotto il profilo professionale che economico dove nessuno ancora ne monitora il livello di indebitamento! “E poi tutti -ipocritamente – sostengono che i suicidi non dipendono dall’ambiente di lavoro – conclude Ettore Allotta – ma per PNDF vi è una stretta correlazione tra le cose”

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