“La prevenzione dell’infiltrazione mafiosa può essere maggiormente efficace se fondata sulla collaborazione dell’impresa assicurando una tutela giurisdizionale piena ed effettiva a tutte la parti coinvolte. Su questo tema, che interessa l’economia e la legalità nel nostro territorio e non solo, ho presentato un disegno di legge rispetto al quale auspico che il tavolo di lavoro, già avviato sull’oggetto, possa presto programmare, in Calabria, un nuovo incontro con il sottosegretario al Ministero dell’Interno, Ivan Scalfarotto. E’ necessaria una linea d’azione condivisa per superare le criticità, legate alla normativa vigente, che riguardano molti imprenditori e lavoratori delle imprese”. E’ quanto la senatrice Silvia Vono (IV) ha affermato nel corso della riunione tenutasi, con lo stesso Scalfarotto, al Palazzo della Provincia di Catanzaro.
“L’informativa antimafia – ha commentato Vono – costituisce uno dei principali strumenti di contrasto alla criminalità organizzata nell’ambito dei rapporti economici tra pubblica amministrazione e privati, ed è un provvedimento per sua natura discrezionale e non vincolato. La tutela del diritto costituzionale alla libertà di impresa richiede, perciò, alle Prefettura un’attenta valutazione di tali elementi, che devono offrire un quadro chiaro, completo e convincente del pericolo di infiltrazione mafiosa. Per questo motivo, il disegno di legge che ho inteso presentare in Parlamento nasce con il proposito di incidere sul procedimento applicativo dell’interdittiva antimafia su più fronti. Da una parte facendo slittare l’efficacia temporale della misura, dagli attuali dodici mesi a trentasei mesi, stabilendo che, alla scadenza di tale periodo, gli effetti cessino automaticamente, senza necessità di una revisione da parte del Prefetto, rendendo così certa la durata massima della misura”.
“Nell’articolato – ha proseguito la senatrice – viene introdotta anche la possibilità per i soggetti coinvolti di partecipare al procedimento, con facoltà di prendere visione o di estrarre copia di documenti non riservati. Viene, inoltre, implementato l’obbligo di instaurazione del contraddittorio, come garanzia del giusto procedimento, e previsto un indennizzo per i soggetti che, interessati dal provvedimento, risultino alla fine estranei ai fatti in base a sentenze di assoluzione. Un’altra sostanziale novità è rappresentata dall’idea di una “check list” con la quale verrebbe attribuito un punteggio ai singoli elementi sintomatici del tentativo di infiltrazione mafiosa: il superamento di una soglia minima di punteggio, legittima l’attestazione del pericolo. Mi auguro – ha concluso Vono – che il Sottosegretario Scalfarotto possa tornare presto in Calabria per condividere, con il tavolo di lavoro attivato sul ddl, l’opportunità di un intervento preventivo e collaborativo”.

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