La fondazione monastica dei “Piccoli Missionari della Trinità di Casa Nazareth” è luogo d’incontro e di preghiera. Si trova a Stalettì ed il priore è frate Franco Lio. I “Piccoli Missionari” sono presenti in questo angolo di Calabria da 18 anni, radicati sul territorio locale, provinciale e regionale, vivendo ed operando nel silenzio. Ora “Casa Nazareth” si trova a lottare contro le ancora continue incursioni di numerosi cinghiali, e per custodire il parco che circonda il convento, di proprietà dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, voluto, realizzato e donato ai Piccoli Missionari della Trinità, da mons. Antonio Cantisani, accoglie in dono, come manna caduta dal cielo, l’offerta dell’ottima rete metallica anticinghiale da parte della Banca di Credito Cooperativo di Montepaone Lido. Il presidente Giovanni Caridi si è interessato alla faccenda e ha disposto che i Frati che vivono e operano in Casa Nazareth avessero meno problemi di sicurezza per loro e per i numerosi pellegrini e frequentatori che raggiungono questo luogo da tutta la Calabria per trovare ristoro spirituale e “caricare le pile”. «La BCC di Montepaone, anche con questo intervento – sottolinea frate Lio – dimostra di ascoltare, recepire e offrire, quando è possibile, con il suo contributo, l’elevazione della qualità della vita. Quando le istituzioni, ognuna nel suo specifico, lavorano in sinergia, creano i presupposti perché sviluppo, coesione, condivisione e socialità siano a beneficio della speranza per una civiltà dell’amore». Altrettanta gratitudine per la chiusura degli spazi intorno a Casa Nazareth va riconosciuta, con gli stessi sentimenti, all’azienda “Reti Sud srl” di Rotundo, di Simeri Crichi, e al Consorzio di Bonifica “Jonio Catanzarese” e al suo presidente Fabio Borello, per il personale inviato per realizzare l’opera. «Nell’attesa della conclusione dei lavori di recinzione e nella speranza che numerosi branchi di cinghiali non arrechino troppi danni, come sta avvenendo ancora – conclude frate Lio – si rimanda il giorno dell’inaugurazione di questo intervento, sperando che non passi molto tempo».
Carmela Commodaro

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