«Anche in questo ente, come in tutta la Calabria, vi è in atto lo stato di agitazione dei tirocinanti regionali. I servizi di questo ente non si svolgono per il meglio perché, in questo momento, i tirocinanti sono in presenza passiva». È quanto si trova scritto su alcuni cartelli affissi davanti alla sede del municipio di Palermiti. Infatti, anche i tirocinanti che prestano servizio al Comune di Palermiti fanno sentire la loro voce, unendosi alle proteste dei circa 6500 colleghi sparsi su tutto il territorio regionale. «La Regione Calabria e il Governo nazionale – affermano – sono i nostri datori di lavoro, ma non riconoscono i diritti e le dignità alle lavoratrici e ai lavoratori sottopagati a 500 euro, senza contributi e coperture sanitarie. Il tirocinio è vero sfruttamento in nero, legalizzato al fine di attempare le mancanze della funzione pubblica». Anche a Palermiti, dunque, il gruppo dei tirocinanti ha proclamato lo stato di agitazione e il mancato svolgimento delle mansioni. «Considerando, inoltre – aggiungono – che non tutte le amministrazioni comunali si preoccupano di appoggiare la nostra vertenza, facciamo sentire le nostre voci a mezzo stampa, anche a fronte della decennale (ed estenuante) situazione precaria in cui versiamo». I lavoratori chiedono anche che «possa finire lo stallo di lavoro nero a cui siamo costretti e che ci vengano riconosciuti i contributi e le competenze acquisite negli anni di servizio svolto nei vari settori». «Speriamo, a tal proposito – concludono – anche in una più dignitosa rendicontazione mensile. Manifestiamo presso le varie sedi ormai da tempo, ma ad oggi purtroppo non abbiamo riscontrato nessun risultato di miglioramento della nostra posizione. Speriamo sia la volta buona, e che le nostre voci possano essere ascoltate».

Carmela Commodaro

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