Con una solenne celebrazione eucaristica, il parroco del sorriso don Roberto Corapi ha celebrato la santa messa in onore di Sant’Antonio, compatrono della comunità di Amaroni. Tanti i bambini e le famiglie presenti. I bambini indossavano il saio, simbolo della devozione e dell’attaccamento a Sant’Antonio. Emozionatissimo don Roberto ha rivissuto i giorni della sua infanzia a Squillace, quando frequentava la chiesa di San Matteo per la tredicina di Sant’Antonio, un santo a lui tanto caro. «Mi ha sempre colpito – ha confessato don Roberto – questa benedizione del pane e dei bambini. Che bello, dopo 20 anni, la ritrovo qui ad Amaroni e sono grato a Dio per questo dono che mi ha fatto». Nel corso dell’omelia don Roberto Corapi, infuocato come sempre da passione e gioia contagiosa, ha denunciato ogni forma di ingiustizia sociale, difendendo gli ultimi e chi non ha voce. «Non è festa di Sant’Antonio – ha affermato – se noi non siamo vicini ai poveri e a chi è nel bisogno. Non è festa vera se noi non ci lasciamo guidare da Gesù che è nostra via. A cosa servono queste funzioni se io non cambio vita, se non succede qualcosa nella vita? Sant’Antonio ci deve portare a proiettare il nostro sguardo a Gesù; tutto ci deve portare ad amare e a servire Gesù». Poi ha citato Papa Francesco parlando dei santi della porta accanto. «Chi sono? – ha puntualizzato -Un papà che si alza al mattino presto per portare il pane ai figli, una mamma che accudisce con amore i figli. Ogni battezzato deve diventare santo. Come possiamo parlare di santità se noi non riusciamo a perdonare l’altro? Ad amarlo così come è?». Parole sempre calde, quelle di don Roberto, convinto sempre di più che occorre tornare al Vangelo. Al termine, la benedizione del pane e dei bambini che facevano da corona sull’altare. Don Roberto ha definito i bambini «angeli di Dio e puri di cuore», e come sempre, anzi imprevedibile come sempre nei suoi gesti spontanei e belli, prendendo una bimba vestita col saio di Sant’Antonio, alzandola in alto, ha impartito la benedizione solenne per tutti i presenti, i giovani e gli ammalati.

Carmela Commodaro

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