In maniera solenne il parroco don Roberto Corapi ha presieduto la celebrazione eucaristica, nella giornata del Corpus Domini. L’adorazione eucaristica si è protratta per tutto il giorno, visto che anche quest’anno, a causa dell’emergenza sanitaria, non si è potuta svolgere la processione. Una celebrazione molto sentita e molto forte per don Roberto il quale, nell’omelia, ha detto “no” ad un cattolicesimo che ama definire convenzionale, molto diffuso oggi nel mondo, e in cui di cristianesimo non c’è nemmeno l’ombra. «Viviamo oggi purtroppo – ha ribadito il sacerdote – questo cattolicesimo convenzionale fatto di riti e di processioni, ma Cristo non c’è, perché tutto quello che noi professiamo con la bocca non lo viviamo con la vita. In una società, la nostra, dell’ipermercato, dove l’uomo vale per quello che ha e non per quello che è. Dobbiamo diventare eucaristici perché non si può parlare di Corpus Domini se noi ce ne freghiamo dei poveri. Non possiamo vivere questa festa e dire che tutto va bene se noi non pensiamo a chi ti chiede qualcosa, se noi non sappiamo perdonare l’altro. Non possiamo parlare del Corpus Domini se sappiamo che nel mare vive tanta gente in un tabernacolo di una barca che affonda con gli immigrati dentro. Come possiamo stare tranquilli con la santa eucarestia in bocca dicendo che tutto va bene a noi e non agli altri? Dobbiamo avere la forza di gridare ad alta voce e farsi sentire per essere più umani. Solo Gesù eucarestia ti può trasformare dentro e convertire l’anima e il cuore a lui fonte di ogni bene». Don Roberto ha così proseguito: «Senza eucarestia viviamo come le iene, le vipere che mordono e uccidono. Senza eucarestia è come una giornata senza il sole. Senza eucarestia ci imbruttiamo dentro e fuori. Viviamo di eucarestia presenza reale e viva di Gesù: solo così possiamo essere i costruttori, come amava ripetere Paolo VI, della nuova civiltà dell’amore dove regna Dio». Parole calde come fuoco che riscalda le coscienze quelle di don Roberto Corapi; una lezione di dottrina sociale della Chiesa, quella che ci vuole per educare le coscienze in un mondo dove Dio è messo da parte perché c’è l’io. Presente alla celebrazione anche il sindaco Gino Ruggiero; e molto suggestiva è stata l’infiorata proposta da don Roberto, realizzata dai suoi collaboratori con l’amore di tutta la comunità che si sta risvegliando nella fede e nelle tradizioni.

Carmela Commodaro

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